Primo Piano

Sinodo: il 31 maggio preghiera mariana nei santuari d’Italia

18 Maggio 2023 -
Roma - Mercoledì 31 maggio, memoria liturgica della Visitazione della Beata Vergine Maria, le comunità ecclesiali si ritroveranno nei santuari mariani presenti sul territorio diocesano per un momento di preghiera in preparazione alla XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. L’invito della Segreteria Generale del Sinodo è a predisporre una celebrazione per sensibilizzare il Popolo di Dio sull’importanza del processo sinodale e porlo, insieme ai lavori dell’Assemblea Generale dei Vescovi, sotto la speciale protezione della Madonna. La preghiera dovrà favorire la partecipazione delle diverse vocazioni ecclesiali (laicale, sacerdotale, vita consacrata). L’Ufficio Liturgico Nazionale ha preparato un Libretto con una proposta per la celebrazione. 290122-204-664x373

Comunicazione: si parla di migrazioni al convegno promosso dalla diocesi di Messina

18 Maggio 2023 - Messina - “Sinodo e comunicazione” è il tema del convegno organizzato dall’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della diocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, che si terrà nella Città dello Stretto domani e sabato in occasione della 57ma Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebra quest’ anno il 21 maggio. Una due giorni ricca di spunti di riflessione che coinvolgerà soprattutto i giovani delle scuole cittadine e gli studenti di giornalismo del locale Ateneo, ma anche giornalisti e operatori dell’informazione, partendo dal messaggio scritto da Papa Francesco in occasione appunto della Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, dal titolo “Parlare col cuore. Secondo verità nella carità”. In particolare, si rifletterà sull’importanza, come ci ricorda il Papa, di una “comunicazione dal cuore e dalle braccia aperte”, che è una responsabilità collettiva; “Siamo tutti chiamati - afferma Bergoglio - a cercare e a dire la verità con carità”. Il convegno si articolerà in tre sessioni: “Sinodo e giovani. Ascolto e prospettive future”, “Sinodo e complessità. Accogliere la sfida del cambiamento”, che si terranno venerdì 19 maggio nell’Aula Magna del Rettorato dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 18; “Sinodo ed ecologia integrale. Ambiente, società, culture. Comunicare in un mondo interconnesso” che si terrà sabato 20 dalle 10 alle 13 al circolo Talatta. Un dialogo a più voci animato da professionisti e operatori della comunicazione impegnati a vario titolo in questo delicato ambito: dai giornalisti Vincenzo Morgante direttore di TV2000 ed Elisabetta Raffa, ai dirigenti scolastici degli Istituti superiori “Minutoli” e “La Farina Basile” Piero La Tona e Caterina Celesti, dai docenti Unime Giuseppe Gembillo ordinario di Storia della Filosofia, Francesco Pira delegato del Rettore per la Comunicazione, Carmela Mento associata di psicologia clinica e Luigi D’Andrea, ordinario di Diritto costituzionale e presidente nazionale del Movimento ecclesiale d’impegno culturale, al direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes Santino Tornesi. A introdurre le sessioni, dopo i saluti del rettore Salvatore Cuzzocrea e dell’arcivescovo mons. Giovanni Accolla, e gli interventi del referente diocesano per il Sinodo don Roberto Romeo, del delegato arcivescovile per la pastorale universitaria e assistente diocesano della Fuci don Alessandro De Gregorio il primo giorno, il saluto del vescovo ausiliare mons. Cesare Di Pietro e l’intervento di don Sergio Siracusano, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro, sarà il direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali mons. Giò Tavilla.

L’albero della comunicazione

18 Maggio 2023 - Roma - Siamo ormai alla vigilia della 57ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che col tema “parlare col cuore” rappresenta il culmine del trittico consegnatoci da Papa Francesco negli ultimi tre anni: “andare e vedere”, “ascoltare” e, appunto, “parlare”. Non deve sfuggire, però, una nota importante: quello del 2023 è il decimo messaggio di Francesco sulle comunicazioni sociali. C’è una convergenza di temi che rappresentano l’albero comunicativo: il tronco è la narrazione; i rami sono la famiglia, la misericordia, la speranza e la verità, la comunità. Le radici sono proprio i tre verbi: questi disegnano azioni precise che partono dalle pulsazioni del cuore. È la circolarità della comunicazione. Non ci possono essere infatti ascolto e parola se manca l’incontro; come, d’altronde, non ci può essere incontro senza l’ascolto e la parola. E ancora non ci può essere parola senza incontro e ascolto. Nel cambiamento d’epoca in atto, la grande sfida sta nel ripartire dalle radici. (Vincenzo Corrado)

Rotta balcanica: il rapporto di Human Rights Watch

18 Maggio 2023 -

Roma - “Come se fossimo animali”: è il titolo più che eloquente del nuovo dettagliato rapporto con il quale Human Rights Watch torna ad accusare il governo di Zagabria sui respingimenti di migranti alle frontiera con la Bosnia Erzegovina. Secondo i dati raccolti dall’Ong la polizia croata si accanirebbe in modo sistematico e violento anche contro minori non accompagnati e intere famiglie con bambini piccoli. Tutto ciò nonostante le recenti smentite del ministro dell’Interno Davor Bozinovic e le ripetute promesse di voler garantire l’accesso all’asilo. Tra il novembre 2021 e l’aprile di quest’anno i ricercatori di Human Rights Watch hanno raccolto le testimonianze di oltre un centinaio di rifugiati e richiedenti asilo provenienti da Afghanistan, Iraq, Iran e Pakistan, tra cui una ventina di minori non accompagnati e 24 coppie di genitori che viaggiavano con bambini piccoli. Gran parte delle persone intervistate sostengono che la polizia croata li ha respinti decine di volte ignorando le loro richieste di asilo. «I respingimenti sono da tempo una procedura standard per la polizia di frontiera croata, mentre il governo inganna le istituzioni dell’Ue nascondendosi dietro parole vuote e vane promesse», ha spiegato l’avvocato Michael Garcia Bochenek, consulente di Human Rights Watch e autore del rapporto. Dal dossier emerge che la polizia di frontiera avrebbe l’abitudine di sequestrare o distruggere telefoni cellulari, denaro, documenti di identità e altri effetti personali, oltre a sottoporre adulti e bambini a trattamenti umilianti e degradanti. Tra i casi citati ci sono quelli di Farooz D., e Hadi A., due 15enni afgani, i quali hanno raccontato ai ricercatori che nell’aprile scorso la polizia croata li ha fermati e riportati al confine ordinando loro di tornare in Bosnia a piedi, sebbene avessero chiesto protezione dichiarando di essere minorenni. Gli agenti li avrebbero anche presi a calci sequestrando tutto quello che avevano nello zaino, tra cui 500 euro in contanti. Un altro minore, il diciassettenne Rozad N., originario del Kurdistan iracheno, ha riferito che dalla fine del 2021 lui e la sua famiglia, tra cui suo fratello di sette anni e sua sorella di nove, sono stati rimandati indietro una quarantina di volte. Quasi tutti i migranti respinti affermano di essere stati picchiati almeno una volta dalla polizia croata o di aver assistito alla violenza degli agenti. Le loro testimonianze sono state confermate anche da molti operatori umanitari. “Inoltre – si legge - molti bambini piccoli sono stati costretti ad assistere a scene in cui i loro padri, fratelli maggiori e cugini venivano pestati a pugni e calci e presi a manganellate. In più occasioni gli agenti della polizia di frontiera croata hanno sparato vicino ai bambini e puntato armi contro di loro. Sono stati registrati anche alcuni episodi che hanno visto gli agenti spintonare e picchiare bambini di sei anni”. Ciononostante le autorità di Zagabria - sottolinea ancora il rapporto – continuano a negare ogni responsabilità e il ministero dell’Interno croato non ha risposto alle richieste di incontro arrivate da Human Rights Watch, né ha voluto commentare il contenuto del rapporto. “Le istituzioni europee devono mostrarsi ferme nel chiedere conto alla Croazia di queste violazioni sistematiche del diritto UE e delle norme internazionali”, ha concluso l’avvocato Bochenek. (Riccardo Michelucci - Avvenire)

 

Legge Cutro: l’Acnur scrive al governo, “criticità” sul rispetto dei diritti umani

18 Maggio 2023 -

Roma - Alcune norme del cosiddetto decreto Cutro, convertito il 5 maggio dalle Camere nella legge numero 50, suscitano «profonda preoccupazione » nell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Ci sono disposizioni che presentano diverse «criticità», rispetto alla compatibilità con «la normativa internazionale sui rifugiati e sui diritti umani», in merito «alla fattibilità delle misure previste», al potenziale «impatto sul sistema d’asilo» e allo «spazio di protezione garantito a richiedenti asilo, rifugiati e persone apolidi». Osservazioni contenute in una «nota tecnica» di 9 pagine inviata dall’Acnur al governo. Il documento, che Avvenire anticipa oggi in esclusiva, contiene una decina fra raccomandazioni e osservazioni. Nel pronunciarsi, l’organismo si muove nell’alveo della prassi e delle proprie competenze. Le sue «raccomandazioni », si legge, sono infatti «elaborate sulla base del mandato conferito dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite di protezione internazionale dei rifugiati, e delle altre persone sotto la propria responsabilità» e «di assistenza ai Governi nella ricerca di soluzioni durevoli».

Durante l’iter di conversione del dl Cutro, l’Acnur aveva scritto al governo, cercando un dialogo rispettoso dell’attività legislativa in corso. «Avevamo rappresentato diverse criticità, confidando che nel procedimento legislativo alcuni correttivi potessero essere apportati», spiega ad Avvenire Chiara Cardoletti, dal 2020 rappresentante dell’Acnur per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. E l’esecutivo ha risposto? «No», fanno sapere dall’organismo Onu, che tuttavia non è interessato a sollevare polemiche, ma solo - giacché il testo è diventato legge - a rendere note le osservazioni alla pubblica opinione. Ieri, per correttezza istituzionale, l’Acnur ha inviato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi una lettera per informarlo che oggi il documento sarà pubblicato.

Nelle 9 pagine, affiora il timore che alcune «criticità » delle norme possano, nell’applicazione, finire per porsi in contrasto col quadro internazionale di tutela dei diritti umani e delle persone rifugiate. Per esempio - pur concordando con l’istituzione di procedure di frontiera più efficienti - si raccomanda di introdurre «misure per la individuazione dei bisogni dei richiedenti asilo, dei minori e delle altre persone con esigenze particolari». E si ricorda come i «luoghi di trattenimento» debbano rispettare quanto prevede la Direttiva accoglienza: «Disponibilità di spazi aperti, possibilità di comunicare e ricevere visite (da personale Acnur, familiari, avvocati, consulenti legali e rappresentanti di ong) e il diritto di essere informati delle norme vigenti nel centro». Inoltre, anche nel caso di domande di protezione internazionale «manifestamente infondate» (perché di persone provenienti da Paesi ritenuti “sicuri”) si chiede di vagliare prima se la persona invoca «gravi motivi per ritenere che, nelle sue specifiche circostanze, il Paese non sia sicuro». Un inciso riguarda pure la stretta alla protezione complementare. «Le nuove disposizioni eliminano il riferimento alla vita privata e familiare», rammenta il documento, auspicando procedure veloci per identificare gli apolidi e la necessità di garantire una protezione complementare a persone che, se rispedite nel proprio Paese «rischino una violazione dei propri diritti fondamentali».

In apertura, il documento riconosce alcuni «sforzi compiuti dalle autorità italiane nell’individuare soluzioni per rispondere alla pressione migratoria». Fra questi, la «gestione efficace e trasparente del sistema di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale» o le «misure relative alla gestione dell’hotspot di Lampedusa», fra cui «l’attivazione di una postazione del 118 sull’isola e il rafforzamento dei trasferimenti dai punti di crisi». C’è «apprezzamento» pure per la disposizione che introduce «una quota d’ingressi per lavoro per rifugiati e apolidi» nell’ambito del Decreto flussi, e «per la loro inclusione» negli ingressi “extra-quota” dopo la formazione professionale. L’Acnur «raccomanda che già dal prossimo Decreto flussi sia assegnata una specifica quota riservata» per favorire un «corridoio lavorativo» a beneficio di apolidi e ai rifugiati residenti in Paesi di primo asilo o di transito.

Ma soprattutto l’Acnur esprime «profonda preoccupazione» per la norma che elimina servizi ai profughi come «supporto psicologico, informazione legale o corsi di lingua italiana». Così, ragiona Cardoletti, non si facilita «lo sviluppo di percorsi di autosufficienza e autonomia dei richiedenti asilo» e si rischia «una loro completa dipendenza dal sistema di accoglienza». Il risultato? Visto che l’esame della domanda d’asilo può durare un anno anche solo in prima istanza, il richiedente resta a lungo in una struttura senza accedere a servizi cruciali. «Forse vorrebbe disincentivare gli arrivi - osserva la funzionaria Onu -, ma rischia di essere più una “punizione” per quanti potrebbero essere avviati verso cammini di autonomia». L’Acnur «ribadisce la disponibilità a collaborare con le autorità italiane» per «elaborare le migliori soluzioni normative od operative, a partire dalle raccomandazioni qui contenute». Ma davvero, chiediamo, vi aspettate che il governo interloquirà? «Ci speriamo - conclude Cardoletti -. In fondo, le nostre raccomandazioni individuano possibili aggiustamenti non particolarmente complicati da realizzare». (Vincenzo R. Spagnolo - Avvenire)

Emigrazione: festeggia 75 anni di sacerdozio mons. Bonicelli. Domenica messa con il card. Lojudice

18 Maggio 2023 - Siena - Festeggia 75 anni di sacerdozio mons. Gaetano Bonicelli, da sempre impegnato nella pastorale migratoria. Domenica 21 maggio 2023, A Siena, dogve è stato arcivescovo, nella Basilica di San Domenico una celebrazione liturgica presieduta dal cardinale Paolo Lojudice e da tanti sacerdoti della diocesi di Siena-Colle Val D'Elsa- Montalcino. Sin da giovane ha si è occupato di emigrazione  e proprio nel periodo della strage di Marcinelle è entrato nel Comitato cattolico per l’Emigrazione Italiana. Ha visitato tutte le Missioni Cattoliche Italiane in Europa ed ha guidato, come direttore, l'Ucei, l’Ufficio Centrale Emigrazione Italiana, dalla quale è nata poi la Fondazione Migrantes. "Da quando la questione dell’emigrazione è stata messa nelle mani e sotto la responsabilità dei Vescovi italiani, il primo responsabile dell'Ucei  sono stato io" ricorda: è "stata "una delle esperienze più belle della mia vita, davvero formidabile! Ho occupato questo incarico fin quando sono stato nominato segretario aggiunto della Conferenza Episcopale Italiana. Poi, per alcuni mesi, ho dovuto seguire ancora il problema dell’emigrazione, fin quando hanno nominato il mio successore, Monsignor Casadei, all’Ucei e alla Direzione Generale delle Opere di Emigrazione. Ho seguito così questo settore dal 1966 al 1973". (Raffaele Iaria)

Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro

18 Maggio 2023 - Roma - Martedì 23 maggio - su Radio Mater, alle 18.50 - la rubrica «Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro» ospita don Giuseppe Laganà. È prete da pochi giorni per l’Ordinariato militare. Tratterà il tema della vocazione, che in queste settimane tocca molte diocesi. In più parti d’Italia si celebrano le ordinazioni sacerdotali e si festeggiano gli anniversari di Messa. Il taglio sarà quello tipico della trasmissione. Don Giuseppe, infatti, ha una storia di emigrazione. Andato in Germania da bambino, ha fatto poi ritorno in Patria. Prima di diventare prete, però, ha lavorato di nuovo in Germania, in aziende sia italiane sia tedesche, per alcuni anni. Ha praticato pure rugby professionistico. La Missione cattolica italiana che lo ha visto crescere, e dove ha ricevuto i sacramenti, è quella di Dortmund. Ideata e condotta da Massimo Pavanello, sacerdote della diocesi di Milano, la trasmissione - con la consulenza della Fondazione Migrantes - presenta la realtà delle Missioni cattoliche italiane e va in onda l’ultimo martedì di ogni mese.

Cei: “tutte le attività ecclesiali tornino a essere vissute nelle modalità consuete”

17 Maggio 2023 - “Accogliendo la comunicazione dell’Oms, segnaliamo che tutte le attività ecclesiali, liturgiche, pie devozioni, possono tornare a essere vissute nelle modalità consuete precedenti all’emergenza sanitaria. Resta salva la possibilità per i vescovi diocesani di disporre o suggerire alcune norme prudenziali come l’igienizzazione delle mani prima della distribuzione della Comunione o l’uso della mascherina per la visita ai malati fragili, anziani o immunodepressi”. Lo scrive la Presidenza della Cei in una lettera indirizzata ai vescovi italiani dopo l’annuncio dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla fine dell’emergenza sanitaria pubblica per il Covid-19. Richiamando il “tempo difficile in cui le nostre comunità cristiane sono state prossime con la preghiera e le opere di carità a chi ha sofferto la malattia e le conseguenze della difficile fase economica” ed esprimendo “sentimenti di gratitudine per il personale sanitario che con dedizione e mettendo a rischio la propria vita si è preso cura dei numerosi ricoverati a causa del Covid-19 e per tutti coloro che, in qualsiasi maniera, hanno dato il loro contributo per alleviare i disagi e affrontare la crisi”, la Presidenza della Cei ricorda anche “le tante persone che hanno perso la vita, tra cui centinaia di sacerdoti che hanno contratto l’infezione adoperandosi per il proprio ministero”. Infine, l’appello affinché “cessino, o quantomeno siano diminuite nel loro numero, le celebrazioni trasmesse in streaming”. Le attività presso strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali seguiranno invece le norme proprie dei luoghi in cui si svolgono.

8X1000: cos’è e come funziona

17 Maggio 2023 -

Milano - È il «per» a farci capire bene cosa vuol dire «otto per mille». Scegliere di firmare per indicare la destinazione dell’8xmille, infatti, è un singolo semplice gesto che si moltiplica per migliaia di volte e che supera pregiudizi, abbatte barriere, genera un bene difficilmente misurabile, sulla solidarietà costruisce un futuro diverso per tantissime persone. Ne ha la certezza chi decide di destinare questa parte dell’Irpef alla Chiesa cattolica, come testimoniano le tante storie di speranza che arrivano dal territorio, dove l’8xmille sostiene progetti che vanno dalle mense, ai centri di ascolto, dalle case di accoglienza, fino al sostegno ai disoccupati, alle vittime dell’usura, agli immigrati, agli emarginati, agli anziani abbandonati. Senza contare il bene compiuto ogni giorno dai circa 32mila preti, che vivono nelle e per le comunità. E poi tutto l’impegno per conservare, custodire e valorizzare il preziosissimo patrimonio storico, culturale e artistico legato alla vita della Chiesa.

Ma cos’è l’8xmille? Da dove viene? Come funziona la scelta? Davvero non costa nulla? Sono tutte domande legittime, spesso date per scontate, ma la cui comprensione è fondamentale per poterne cogliere tutta l’importanza.

Prima di tutto va chiarito che l’8xmille non è una “tassa” in più ma è una quota (esattamente otto millesimi) dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (a tutti noto con il nome di Irpef), che lo Stato distribuisce, in base alle scelte effettuate dai contribuenti. Chi firma, quindi, non paga nulla in più, anzi, di fatto beneficia “a costo zero” della ricaduta della propria stessa scelta. Ciò che l’8xmille alla Chiesa cattolica genera, infatti, va a vantaggio di tutti, perché, per dirla con parole semplici, rende migliore e più umana la società in cui viviamo. Per conoscere come  gettare uno sguardo ai progetti realizzati grazie a questi fondi, basta dare un occhio al sito dell’8xmille alla Chiesa cattolica (www.8xmille.it), che riporta tutto il rendiconto dell’utilizzo dei soldi e dà voce ai tanti protagonisti dei numerosi piccoli grandi “miracoli” realizzati quotidianamente.

Come scegliere quindi?

L’8xmille viene legato nell’immaginario alla dichiarazione dei redditi, in realtà anche chi non è obbligato alla presentazione della dichiarazione, pur percependo un reddito, può firmare. Ecco perché far conoscere il meccanismo e i frutti dell’8xmille è importante: se quelli che presentano la dichiarazione dei redditi, infatti, si trovano quasi automaticamente davanti lo spazio per la scelta della destinazione dell’8xmille (e per chi fa da sé la precompilata è lo stesso sistema a segnalare la richiesta di compilare anche la parte relativa all’8xmille), chi non presenta dichiarazione deve fare un piccolo gesto che nasce da un’attenzione volontaria aggiuntiva. Il meccanismo di distribuzione poi di fatto trasforma la firma in un referendum. Lo Stato, infatti, distribuisce tutto l’8xmille di tutte le imposte sul reddito delle persone fisiche raccolte in un anno e le quote vengono decise in base alle firme di chi ha espresso una scelta. Insomma è importante firmare, perché altrimenti si lascerà semplicemente che siano gli altri a scegliere per noi e per la nostra parte di 8xmille.

Infine, concretamente come fare?

Chi presenta dichiarazione dei redditi trova lo spazio per la firma nell’apposito modulo incluso nella dichiarazione stessa: un click per la precompilata sulla voce «Chiesa cattolica». Chi è esonerato dalla dichiarazione perché ha, ad esempio, solo redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, può utilizzare l’apposita scheda allegata al Modello Cu (Certificazione unica): la stessa scheda con la quale si può scegliere la destinazione del 5xmille e del 2xmille (che non sono alternativi tra loro e possono essere indicati assieme alla scelta per l’8xmille). Nel riquadro relativo alla scelta per l’8xmille basta apporre la firma nella casella «Chiesa cattolica », facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta. Infine è necessario firmare anche nello spazio «Firma» posto in basso nella scheda. La scheda va consegnata entro il 30 novembre in una busta chiusa, che deve recare cognome, nome, codice fiscale del contribuente e la dicitura «Scelta per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef» a qualsiasi ufficio postale (il servizio è gratuito), a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (Caf o commercialista). Gli intermediari devono rilasciare una ricevuta e possono chiedere un corrispettivo per il servizio. Inoltre, la scheda può essere presentata, sempre entro il 30 novembre, direttamente dal contribuente avvalendosi del servizio telematico dell’Agenzia delle entrate. (Matteo Liut)

Vangelo Migrante: Ascensione del Signore |Vangelo (Mt 28, 16-20)

17 Maggio 2023 -   Nella versione dell’evangelista Matteo non viene raccontata la ‘scena’ dell’Ascensione ma il suo senso. Si parla di un passaggio dalla terra al cielo che riguarda Gesù. Con l’Ascensione è stata aperta una via di collegamento; una via che non potrà più essere chiusa. Non vi è più una separazione insanabile tra il mondo dell’uomo e il mondo di Dio: Gesù stesso è la Via che rimette in collegamento i due mondi, la Porta attraverso la quale l’umanità può ritornare nel giardino di Dio. Una via è costruita per essere percorsa. Per questo Gesù lascia una mandato: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli”. Ciò che è stato dato di comprendere e di vivere ai discepoli, non può essere tenuto solo per loro: il comando di Gesù è chiaro ed esorta ad andare ovunque per dire a tutti la verità di questa via che ormai è ‘la Via’ che dalla terra conduce a Dio. Il giorno dell’Ascensione di Gesù è anche il giorno dell’invio dei discepoli a tutti i popoli. Per questo in diverse diocesi questa è la domenica in cui si celebra anche la Festa dei Popoli: il giorno nel quale il Signore ritorna al Padre è l’inizio di un mondo nuovo. La Chiesa contempla e cammina: contempla il suo Signore che ascende, cammina piena di gioia raccontando agli uomini la salvezza di Dio. Il tutto, non a caso, avviene in Galilea, un luogo meticcio, abitato da uomini e donne di diverse culture e provenienze, non proprio ortodosso, secondo i canoni religiosi dettati a Gerusalemme; e, forse, non proprio scontato nemmeno ai nostri giorni. L’appuntamento, lo ha dato Gesù la mattina della Resurrezione. La convocazione attorno a Gesù la fa Gesù. I discepoli rispondono a quello che chiede Lui e fanno quello che chiede Lui. Questo è il ‘milieu’ umano e spirituale in cui uno sparuto gruppo di discepoli inizia quella missione che dura ancora oggi; ed è là che torniamo tutti quando, stanchi e sfiduciati, possiamo riascoltare la Sua voce: “ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. (p. G. Saracino)

Papa Francesco: troppi morti nel Mediterraneo

17 Maggio 2023 - Città del Vaticano -  "I viaggi in nave a quel tempo erano durissimi e pericolosi. Molti morivano in viaggio per naufragi o malattie. Oggi purtroppo muoiono perché noi li lasciamo morire nel Mediterraneo!". A dirlo, questa mattina, è stato papa Francesco durante l'udienza generale che ha voluto dedicare  alla figura di San Francesco Saverio, considerato "il più grande missionario dei tempi moderni", patrono delle missioni cattoliche. (R.I.)

I profughi e l’umanità negata dalla politica e dall’economia

17 Maggio 2023 - Milano - Sono mani che proteggono quelle di Alessandra Morelli, per anni responsabile Unhcr nelle zone dove i mutamenti del clima hanno provocato guerre, alimentato il terrorismo e generato esodi biblici. Somalia, Niger, prima ancora i Balcani al tempo della guerra e poi l'Afghanistan. Oggi è in pensione e gira l'Italia per raccontare ai giovani la sua esperienza. «Non riusciamo più a vedere l'umanità nelle persone che sbarcano a Lampedusa, di capire da cosa fuggono per salvare se stessi e i propri figli». Il progetto cui si sta dedicando è l’educazione delle nuove generazioni alla pace riscoprendo l'umano in politica, in economia e in diplomazia per trasformare le lance in aratri. «Si è creata un’alterità del profugo attraverso un linguaggio che nega l'umanità di chi arriva a chiederci protezione», fa eco il teologo Luciano Manicardi. Per il monaco di Bose la lettura dei commenti di giubilo sui social dopo naufragi o tragedie del mare è la prova della rimozione dell’umano da parte di quella cultura che predica di alzare muri. «E che nega l'insegnamento evangelico e ha bisogno di nemici e di scarti». Perciò per Manicardi è venuto il tempo di tornare a parlare ai giovani della grammatica dell'umano. (P.Lamb.- Avvenire)  

Inculturazione liturgica: oggi convegno all’Urbaniana

17 Maggio 2023 - Roma - “Inculturazione liturgica: dai fondamenti alle esperienze in atto (1963-2023)”. Sarà questo il tema di una giornata di studio che si svolgerà oggi  alla Pontificia Università Urbaniana promossa dalle facoltà di teologia e di missiologia con la collaborazione del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. Il 4 dicembre 1963 veniva promulgata la Costituzione liturgica Sacrosanctum concilium, primo frutto del Concilio Vaticano II. Tra le novità – spiegano i promotori - una "considerevole apertura alle culture dei popoli, prevedendo che nella liturgia “si lasci posto alle legittime diversità e ai legittimi adattamenti ai vari gruppi etnici, regioni, popoli, soprattutto nelle missioni”". Nel 1994 l’Istruzione Varietates legitimae, superando il concetto di “adattamento”, parlerà di “inculturazione liturgica” indicando "un duplice scambio: tra la Chiesa che annuncia il Vangelo e le comunità locali che lo accolgono; queste ultime, a loro volta, arricchiscono la Chiesa stessa con le proprie culture, tradizioni, segni, simboli, celebrando nel rito la propria fede". La Giornata di oggi intende approfondire il tema della inculturazione liturgica a 60 anni dalla promulgazione della Sacrosanctum concilium partendo da un approccio antropologico e teologico di base, che occuperà la prima parte della mattinata. Nella seconda parte ci si soffermerà sul vero senso e significato della inculturazione liturgica, proponendo anche alcune esperienze o tentativi in atto e ponendo in evidenza "l’imprescindibile rapporto tra liturgia e cultura". (Raffaele Iaria)

Inail: nel 2021 oltre 102 mila infortuni a stranieri (+3,1%)

16 Maggio 2023 -
Roma - In controtendenza rispetto al calo complessivo dell'1,4%, nel 2021 le denunce di infortunio dei lavoratori stranieri in Italia sono aumentate del 3,1% rispetto all'anno precedente, da 99.545 a 102.658. Oltre il 78% ha riguardato i lavoratori non comunitari (+8,4% rispetto al 2017) e la quota rimanente quelli dell'Unione europea (-13%). Sono alcuni dei dati contenuti nel nuovo numero del periodico 'Dati Inail', curato dalla Consulenza statistico attuariale Inail, e dedicato all'analisi dell'andamento infortunistico e tecnopatico dei lavoratori stranieri. Prendendo in considerazione il quinquennio 2017-2021, emerge che gli infortuni denunciati dei nati all’estero, sia per il genere maschile che femminile, stanno ritornando ai livelli ante pandemia. Gli uomini, che nel 2020 avevano avuto una flessione del numero di denunce dovuto anche alla chiusura di molte attività produttive, con gli oltre 73mila casi del 2021 hanno infatti quasi raggiunto il dato del triennio precedente (75mila). Le donne, impiegate prevalentemente in alcuni settori come la sanità, l’assistenza e la cura delle persone, nel 2020 hanno invece registrato un incremento del numero di denunce a causa dei contagi da Covid-19 di origine professionale, mentre l’anno successivo, con poco più di 29mila denunce, sono tornate in linea con il triennio 2017-2019. Oltre la metà delle denunce (53%) riguarda i lavoratori delle attività manifatturiere, della sanità, del trasporto e magazzinaggio e delle costruzioni, mentre le professioni più coinvolte sono quelle dei facchini, dei conduttori di mezzi pesanti, dei muratori in pietra e mattoni, del personale addetto all’imballaggio e al magazzino e dei manovali nell’edilizia civile, che complessivamente raggiungono un terzo del totale dei casi denunciati, percentuale nettamente più alta di quella che si riscontra per gli italiani occupati nelle stesse mansioni (12,6%). Tra le donne straniere, quasi la metà delle infortunate (47%) sono impiegate nell’ambito sanitario, nell’assistenza personale, nei servizi di pulizia ed esercizi commerciali e come collaboratrici domestiche. Le comunità più colpite sono quelle rumena, albanese e marocchina, con il 36% delle denunce del 2021. Per quanto riguarda le malattie professionali, sul totale di oltre 55mila denunciate nel 2021 quelle dei lavoratori stranieri sono 4.136 casi, pari al 7,5% del totale e in aumento del 31,6% rispetto alle 3.142 dell’anno precedente. Due terzi (2.712) sono state denunciate da lavoratori di genere maschile e il 69% (2.852 casi) da lavoratori extra Ue, in particolare albanesi (655), marocchini (382) e svizzeri (330). La percentuale di incremento delle patologie denunciate dagli stranieri nel biennio 2020-2021 risulta più elevata per i non comunitari (+35,3%, da 2.108 a 2.852), rispetto a quella dei comunitari, che registrano un +24,2% (da 1.034 a 1.284). Tra i settori di attività economica, al netto dei casi indeterminati, il 37,3% dei casi dei lavoratori stranieri si concentra nel settore manifatturiero, soprattutto alimentare e della fabbricazione dei prodotti in metallo, e il 23,6% nelle costruzioni. La maggior parte delle denunce (77,7%) ha riguardato le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, che insieme a quelle del sistema nervoso e dell’orecchio raggiungono complessivamente il 95,1% del totale, senza particolari differenze tra lavoratori comunitari ed extra Ue.

Usa-Messico: Clamor (rete ecclesiale continentale), “dopo fine del Titolo 42 si annunciano leggi ancora più restrittive sui migranti”

16 Maggio 2023 -
Roma - L’11 maggio scorso ha terminato la sua vigenza il Titolo 42, legge di salute pubblica promulgata dal Governo statunitense, utilizzata durante la pandemia per respingere tutti i migranti, compresi coloro che avevano diritto alla protezione internazionale. La rete ecclesiale continentale Clamor, l’organismo attraverso il quale la Chiesa latinoamericana si occupa di migranti, rifugiati e vittime di tratta, esprime, in una nota, il timore che dopo la fine di questa legge “lo Stato americano attuerà altre misure per frenare la pressione migratoria”, cosa che in realtà sta già accadendo. A questo proposito, Elvy Monzant, segretario esecutivo di Clamor, avverte che “tra le nuove misure si sta valutando il Titolo 8. Questa norma prevede l’arresto, il perseguimento e l’eventuale espulsione accelerata di chi tenta di entrare illegalmente, con un divieto di rientro negli Stati Uniti per cinque anni e un procedimento penale per i recidivi”. Oltre a questa possibilità, la SB 1718, approvata dallo Stato della Florida il 10 maggio 2023, vieta agli immigrati privi di documenti di lavorare, il che “innescherà reti di traffico e sfruttamento”. Monzant sottolinea che questa legge, già firmata dal governatore della Florida, Ron DeSantis, “è penalizzante rispetto alle quattro parole di Papa Francesco: l’accoglienza, la protezione, la promozione e l’integrazione dei migranti in situazioni legali incerte”. Intanto, denuncia il segretario esecutivo dal sito del Celam, “il volume di persone provenienti dall’America Latina, dai Caraibi e da altri continenti che cercano di entrare negli Stati Uniti in cerca di protezione e di opportunità per una vita dignitosa sta superando le capacità degli agenti indipendenti e dei programmi di aiuto umanitario dello Stato”. Da qui, l’invito ad analizzare “le cause di queste crisi ed emergenze, che sono molto complesse e richiedono un impegno politico per stabilire ampi dialoghi e azioni incisive per garantire alle persone condizioni di vita, protezione e libertà, affinché possano esercitare con dignità sia il loro diritto a non migrare sia il loro diritto a migrare”.  

A Roma in mostra gli scatti dei bambini da Siria e Kenya

16 Maggio 2023 -
Roma - La Biblioteca Europea, Still I Rise e il Goethe-Institut Roma presentano la mostra "Through Our Eyes - Attraverso i nostri occhi". Una macchina fotografica usa e getta in mano ai bambini dell'hotspot di Samos, del campo sfollati di Ad-Dana, nel Nord Ovest della Siria, e dello slam Mathare a Nairobi, diventa una potente forma espressiva per raccontare migrazione, guerra e povertà attraverso lo sguardo di chi vive direttamente queste situazioni. Il progetto fotografico, avviato nel 2019, ha coinvolto 156 minori dai 9 ai 17 anni, tutti studenti e studentesse delle scuole di emergenza e delle scuole internazionali dell'organizzazione non profit internazionale Still I Rise. L'inaugurazione, come informa l'ong in una nota, si terrà giovedì 18 maggio alle ore 18, presso l'Auditorium del Goethe Institut di Roma: sarà l'occasione per approfondire i temi della migrazione grazie agli interventi di esperti e alle testimonianze di chi in prima persona lavora ogni giorno per garantire la sicurezza e la protezione dei minori profughi. Interverranno Giulia Cicoli, direttrice advocacy di Still I Rise, Alessandra Fabbretti, giornalista Agenzia Dire, e Soumaila Diawara, attivista per i diritti umani e scrittore. Modera Vanessa Cappella, responsabile ufficio stampa Still I Rise. La mostra - organizzata da Biblioteca Europea, Goethe Institut e Still I Rise - rimarrà aperta dal 18 maggio al 18 luglio 2023. (DIRE)

Spettacolo Viaggiante: messa al luna park di Carpi con mons. Castellucci

15 Maggio 2023 - Carpi - Ieri mattina, nonostante la pioggia torrenziale, il luna park di Carpi ha ospitato la celebrazione eucaristica che di fatto ha inaugurato il programma della festa del Patrono edizione 2023, un appuntamento che si rinnova ogni anno grazie all’impegno della commissione Migrantes diocesana animata dal diacono Stefano Croci. A fare gli onori di casa a nome di tutti i giostrai e delle loro famiglie Eros Degli Innocenti che ha ringraziato l'arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, mons.  Erio Castellucci, l’amministrazione comunale rappresentata dall’assessore Andrea Artioli e Edoardo Patriarca per la presenza. Nell’introdurre la celebrazione mons. Castellucci ha ricordato il valore del ritrovarsi insieme davanti al Signore in questa occasione per ringraziare in particolare per il 50° anniversario di matrimonio di Eros e Marzia Degli Innocenti e per il dono delle nostre mamme. Commentando poi il brano evangelico mons. Castellucci si è soffermato sul rapporto tra l’amore e il comandamento, due situazioni che sembrano in contrasto ma in realtà “Gesù insegna che l’amore non si esaurisce in un sentimento spontaneo ma amare è sempre una decisione, richiede anche la volontà” specie quando si attraversano momenti di crisi e di difficoltà nelle relazioni.

Germania: Renovabis apre campagna di Pentecoste per lavoratori immigrati da Paesi dell’Europa orientale

15 Maggio 2023 -
Roma - L’organizzazione umanitaria cattolica per l’Europa orientale, Renovabis, ha aperto la sua campagna nazionale di Pentecoste con una messa sulla nave museo “Wal” a Bremerhaven. Renovabis richiama l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori migranti. Per la Pentecoste, l’organizzazione umanitaria chiede donazioni in tutte le celebrazioni a livello nazionale. Nell’omelia il vescovo di Hildesheim, mons. Heiner Wilmer, ha fatto riferimento alle condizioni di vita, spesso pessime, dei lavoratori dell’Europa orientale in Germania. C’è sfruttamento e grande ingiustizia nell’industria della carne, nei macelli, in agricoltura, nel taglio degli asparagi, tra il personale infermieristico privato o tra i camionisti di lunga distanza, ha affermato. “I cristiani devono garantire che la situazione degli immigrati migliori”: attraverso riforme politiche nella legislazione, ma anche attraverso salari equi e migliori condizioni di lavoro. “Si tratta di giustizia. Si tratta di dignità. Si tratta di speranza”, ha detto Wilmer. L’amministratore delegato di Renovabis, don Thomas Schwartz, aveva precedentemente sottolineato, alla agenzia cattolica tedesca Kna, gli effetti della migrazione di manodopera sui Paesi di origine: “Non deve accadere che Paesi come l’Albania e il Kosovo sostengano i costi della formazione e che poi la forza lavoro vada a vantaggio solo dei Paesi occidentali, economicamente forti”. In Germania Renovabis sta lavorando per garantire che i lavoratori immigrati siano pagati in modo equo e trattati con umanità.

Spettacolo viaggiante: ieri Festa della mamma al luna park di Ostia

15 Maggio 2023 - Roma - Al Luna Park di Ostia ieri una giornata di festa. L’occasione è stata la festa della mamma con la benedizione delle mamme e delle donne in attesa. Insieme ai giostrai e circensi, agli operatori dello spettacolo che vivono stabilmente al luna park o che lì lavorano si è celebrata una liturgia eucaristica concelebrata dal direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. All’interno del Lunapark è collocata l’immagine statuaria di Maria Madre di Dio quale raffigurazione più bella di una Vita che si apre e viene a cambiare il mondo intero. Al luna park, insieme alle famiglie dello spettacolo viaggiante vivono anche, in un piccolo camper, alcune religiose delle Piccole Sorelle di Gesù. Qualche anno fa papa Francesco, in visita a Ostia, ha voluto visitare il luna park e fermarsi con loro. La festa della mamma nel luna Park di Ostia, su iniziativa della parrocchia Regina Pacis, è diventata anche la festa dei giostrai e dei circensi. “Infatti il Lunapark e il circo ricordano la gioia per le piccole cose, un sorriso nella semplicità", ha detto il parroco, don Giovanni Patanè, che ha presieduto la liturgia. (R.I.)

Missionari in Italia: una grande ricchezza da conoscere

15 Maggio 2023 - Bologna - Nella mattinata di sabato 29 aprile si è tenuto il primo incontro per i sacerdoti, i religiosi e le religiose di origine straniera, attualmente attivi nella diocesi di Bologna, che ha coinvolto una trentina di persone. L'iniziativa è venuta congiuntamente dagli uffici diocesani per la vita consacrata e Migrantes, che hanno percepito un'aspettativa presente tra quanti operano attualmente a Bologna. È intervenuto per un saluto a nome dell'Arcivescovo il vicario generale monsignor Stefano Ottani: «La presenza di preti, religiosi, ma anche di qualche laico, provenienti da tutto il mondo è certamente una grande ricchezza, che però dev'essere prima di tutto conosciuta e riconosciuta. Abbiamo tante cose da dire ma anche tante cose da imparare. Mi auguro che questa giornata sia la prima di una serie di incontri e di conoscenza e progressivo scambio di doni tra le nostre Chiese». È stato provvidenziale il fatto che l'incontro sia avvenuto alla vigilia della Giornata Mondiale delle Vocazioni, perché è stato anche un momento di condivisione fraterna nella pluralità delle vocazioni: non solo paesi diversi di origine, ma anche diocesi, istituti, congregazioni diverse, diversi i carismi, i servizi a cui sono chiamati, le motivazioni che li hanno portati attualmente a Bologna. Tanta voglia di raccontarsi, di condividere, ma anche di offrire consigli, offrire prospettive; Suor Alba, originaria di Kerala in India, ci racconta: «È stato molto bello, infatti stavo pensando come mai non ci sia mai stata occasione di incontrarsi nella giornata missionaria, quando ricordiamo solo chi parte dall'Italia e non chi arriva. Io mi sento molto missionaria, per me significa portare Gesù a tutti, è anche una ri-evangelizzazione a chi solo pensa di conoscerlo». Anche la comunità del seminario ha percepito l'importanza dell'incontro, con la presenza del seminarista Riccardo Ventriglia insieme ad un compagno di origine iraniana, che si prepara al sacerdozio. Suor Virginia Isingrini, partendo dal racconto delle sue difficoltà di inserimento in Messico, ha raccontato: «Io vorrei invitare chi in qualche modo potesse essere considerato marginale ad avere più coraggio, ad inserirsi di più nella realtà e a provocare quelle cose che vorrebbe che così fossero, perché se ognuno si chiude nella propria nicchia, aspettando queste grandi conversioni, non succederanno mai». Tante le testimonianze come quella di suor Deogratias, originaria della Tanzania che ammettono l'esistenza di sfide ma che non si fanno scoraggiare: «Bisogna affrontare le difficoltà e poi si trova la strada giusta». È stato bello vedere fratelli e sorelle di diocesi e congregazioni diverse scoprirsi connazionali: tanti scambi di numeri di telefono, la creazione di una rete che offre prospettive inedite di collaborazione e di sostegno reciproco nella missione. (don Andrea Caniato - Migrantes Bologna)