Chiude il Rifugio Fraternità Massi di Oulx. L’appello dell’associazione “Sentieri solidali”

2 Settembre 2026 – Dal 1° settembre è chiuso, come annunciato già nei giorni precedenti da operatori e volontari, il Rifugio Fraternità Massi di Oulx, che dal 2018 è stato il principale presidio umanitario della frontiera alpina tra Italia e Francia. Sono venuti a mancare i contributi istituzionali.

L’Osservatorio permanente sui rifugiati, “Vie di fuga”, ha pubblicato l’appello (e la richiesta d’aiuto) dei volontari dell’associazione “Sentieri solidali” diffuso alla vigilia della chiusura: “In questi giorni sono intervenuti numerosi giornali e TV, anche a seguito di una riunione tenutasi nei giorni scorsi presso la Prefettura. In alcuni casi i titoli sono stati molto ottimistici. Ma la riapertura del Rifugio Massi purtroppo non è dietro l’angolo”. Se prima c’era “un posto fisico, caldo, protetto, strutturato con dei servizi”, si legge nell’appello, dal 1° settembre non c’è più. “Il futuro è incerto e tutto da costruire. La Prefettura ha stabilito che la Croce Rossa allestirà strutture mobili temporanee per l’accoglienza notturna dei migranti. E’ una soluzione emergenziale per gestire i bisogni immediati in vista dell’autunno e dell’inverno.”.

Come spiegava già a metà agosto “Vie di Fuga”, negli ultimi mesi il Rifugio era stato costretto a ridurre drasticamente l’attività, sospendendo l’accoglienza diurna. Quest’ultima si è spostata in strada, in un “presidio” formato da due container messi a disposizione dall’ONG Rainbow for Africa e trasportati dal Rifugio stesso alla stazione di Oulx. Uno è dedicato alle cure mediche e alla consulenza legale dalle 6.30 alle 10 di sera, l’altro è a disposizione dei volontari.

«Il clima rigido, – denuncia l’associazione On Borders, che segue da tempo l’evoluzione della frontiera alpina del Nordovest – le temperature sotto zero e poi la neve sono ormai tragicamente prossimi», e con la chiusura del Fraternità Massi «ritorneremo ad avere vittime tra un’umanità già troppo offesa. Abbiamo triste conoscenza di quanto la montagna possa essere severa: dal 2018, 11 morti e quattro dispersi fra le persone in cammino».

On Borders ha appena aggiornato in un sintetico rapporto il quadro della “rotta” migratoria dell’alta Valle di Susa. «La diminuzione degli arrivi non rappresenta un cambiamento strutturale della rotta alpina. Al contrario, oltre 4.000 persone hanno continuato a transitare in soli sei mesi, confermando Oulx come uno dei principali punti di attraversamento verso la Francia».

Conclude On Borders: «Il primo semestre del 2026 dimostra che la rotta alpina rimane un corridoio migratorio stabile e strategico. La lieve diminuzione degli arrivi non giustifica il ridimensionamento di un presidio umanitario essenziale per un’accoglienza dignitosa. Al contrario, l’aumento dei respingimenti, il mutamento delle nazionalità, la presenza di centinaia di minori e l’elevata vulnerabilità delle persone in transito confermano la necessità di rafforzare, e non ridurre, la capacità di accoglienza del Rifugio Fraternità Massi. La continuità di questo servizio rappresenta non solo una risposta umanitaria, ma anche uno strumento assolutamente necessario di tutela della salute pubblica, di prevenzione dei rischi lungo la frontiera e di garanzia dei diritti fondamentali delle persone migranti».

Oulx Rifugio Massi
(foto: Rainbow for Africa/viedifuga.it)

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