Roma – Si è insediata questo pomeriggio a Roma la Consulta Permanente “Religioni, Cultura e Integrazione” voluta dal Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi.
Davanti ai rappresentanti di diverse religioni presenti nel nostro Paese e al Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, Riccardi ha iniziato il suo intervento esprimendo “sdegno” e la “nostra condanna più netta” per “l’esecrabile attentato di Tolosa contro un asilo ebraico, nel quale hanno perso la vita quattro persone, di cui tre bambine”. “È stato – ha proseguito Riccardi – un gesto folle, disumano e antireligioso, perché nessuna religione può chiedere di armare la mano contro dei bambini innocenti. Chiedo pertanto a tutti voi, come segno di solidarietà e di vicinanza con i parenti delle vittime, con la comunità nazionale francese e con la comunità ebraica – ha concluso il ministro – osservare un minuto di silenzio”.
“Non ci unisce – ha sottolineato il Ministro – un intento di dialogo tra le religioni, che pure è così auspicabile quando gente di religione differente vive insieme nelle nostre città. Ci unisce la preoccupazione per un passaggio delicato della società italiana: l’integrazione. E’ un passaggio delicato che tutti, italiani e uomini e donne di altra origine, dobbiamo affrontare insieme”.
La questione immigrazione in Italia – ha spiegato Riccardi – è stata a lungo gestita come un’emergenza”: “le emergenze ovviamente esistono ma non solo. Gli immigrati sono divenuti una componente strutturale e decisiva dello sviluppo dell’Italia: contribuiscono al benessere del nostro Paese, pagano circa 8 miliardi di euro all’Inps; ma allo stesso tempo contribuiscono allo sviluppo dei loro Paesi d’origine con l’invio di 9 miliardi di euro di rimesse. E il nostro governo ha ridotto del 2% la tassa sul ‘money transfer’, come atto di particolare attenzione agli immigrati”. Per Riccardi, “integrazione è costruire un futuro insieme”. Se da un lato “l’Italia non accetta che le regole non siano rispettate, che la violenza o il terrorismo prevalgano sulla sicurezza”, allo stesso tempo “il messaggio da trasmettere agli immigrati è la richiesta di rispettare le regole della convivenza civile ma anche che tutti nel nostro Paese hanno qualificati diritti e non bisogna lasciarsi intimidire da chi opera fuori dalle regole nè lasciarsi attrarre da percorsi fuori dalla legalità”.
“Abbiamo la responsabilità di continuare a coltivare il dialogo, per quanto difficile ed estremo ci possa sembrare”, ha aggiunto il Ministro dell’Interno Cancellieri sottolineando che bisogna puntare sulla “tolleranza costituzionalmente orientata”.
“L’analisi dell’evoluzione politica mondiale, per Cancellieri, ha fatto luce definitivamente sulle cause che sono alla base delle dolorose sperequazioni che ancora tengono lontane popolazioni poverissime dall’accesso a una più equa distribuzione delle ricchezze. Questo stato di cose ha portato con sè una spinta inesauribile alla migrazione e alla mobilità: è stato stimato che la condizione di straniero riguarda un abitante della Terra su 35 e l’ultimo rapporto redatto dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes quantifica in oltre 54 milioni le persone che, prevalentemente per motivi economici, hanno lasciato le loro terre d’origine”. Per la titolare del Viminale “una tolleranza costituzionalmente orientata” si traduce “non in indifferenza e in accettazione acritica del diverso” ma “richiede una capacità costruttiva in cui si affermi senza reticenze la concezione laica dello Stato democratico ispirata ai valori di libertà. Una strada certamente non priva di difficoltà”.
Per la Conferenza Episcopale Italiana fanno parte della Consulta mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Migrantes e mons. Gino Battaglia, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo.


