Chi evangelizza accoglie: un messaggio dei vescovi del Guatemala per la Via Crucis del migrante

Guatemala – Sono molti coloro che vivono sradicati dal calore umano e dal clima di accoglienza tipico della casa familiare: rifugiati, profughi, vittime di guerre e catastrofi naturali, come pure le persone sottoposte alla cosiddetta emigrazione economica. Fratelli che patiscono il cammino della Croce, che vivono tristi situazioni di disprezzo, di abbandono, di rifiuto, di indifferenza e di disinteresse politico. Occorre spezzare tali catene di resistenza all’accoglienza per far sì che i migranti ricevano l’ospitalità del cuore, secondo l’invito del Vangelo a riconoscere negli ultimi il volto di Gesù. Questo, in estrema sintesi, uno dei passaggi più significativi del “Messaggio per la Via Crucis del migrante 2012”, dal titolo Evangelizzare è accogliere, proposto, nel tempo quaresimale, dalla Commissione pastorale sulla mobilità umana in seno alla Conferenza episcopale del Guatemala e reso noto oggi dal quotidiano della Santa Sede “L’Osservatore Romano”. Nel documento si denunciano le ripetute violazioni dei diritti umani fondamentali, sequestri, sparizioni, traffico di esseri umani, discriminazioni, detenzioni arbitrarie, specialmente ai danni dei lavoratori migranti verso Messico, Stati Uniti, Canada. “Questo dimostra la carenza di volontà dei Governi riguardo adeguate e lungimiranti politiche delle migrazioni nell’ambito delle convenzioni e dei trattati internazionali”, è scritto nel testo.

Nel messaggio si sottolinea che spetta alle istituzioni, con il concorso di tutte le componenti sociali, proteggere “i diritti umani e promuovere la giustizia negli affari del lavoro, attuando misure di controllo e monitoraggio sulla realtà e sui non pochi problemi dei lavoratori migranti”.

I vescovi guatemaltenchi sono preoccupati “per il degrado della condizione umana di migliaia di lavoratori migranti che vivono in sovraffollamento nei centri di detenzione, senza protezione, senza accesso ai servizi di base essenziali, quali la salute, la nutrizione, l’assistenza legale consolare”. Nel messagio i presuli invitano il Congresso della Repubblica di Guatemala a continuare il processo legislativo per la riforma della legge sulle migrazioni integrandolo con le proposte della società civile, della Chiesa cattolica, delle comunità cristiane e delle altre confessioni, come pure della commissione incaricata di proteggere i diritti dei lavoratori migranti e i componenti delle loro famiglie.