Gioia Tauro e la “Concordia”

Gioia Tauro – Il Centro Stella Maris del Porto di Gioia Tauro ha vissuto, lunedì sera, un momento di intensa comunione con tutto l’Apostolato del Mare e con tutte le persone coinvolte nella vicenda della Nave Concordia.

 
Non potevamo lasciar cadere nel vuoto l’invito a pregare, a un mese dall’accaduto, per le vittime della nave Concordia, per tutto l’equipaggio e per tutte le persone segnate da questa tragedia e soprattutto chiedere aiuto al Signore perché simili vicende non abbiano più a ripetersi e a viversi. Lunedì dall’Isola del Giglio, dalla Cappella del Porto di Gioia Tauro e da tanti altri luoghi, in Italia e all’estero, la preghiera è stata unanime. Il mare unisce, la solidarietà della gente di mare è davvero esemplare, ha detto domenica il card. Angelo Bagnasco ma lo abbiamo sperimentato anche noi, in questo lembo del sud dell’Italia, quando a giugno dello scorso anno ci siamo trovati a pregare per il Porto di Gioia Tauro. Tanti sono stati gli attestati di solidarietà soprattutto dai marittimi italiani molti dei quali non conosciamo nemmeno ma che il mare ci rende comunque una grande famiglia. Il mare è per così dire l’aspetto naturale della solidarietà, la fede è il fondamento soprannaturale che perfeziona la natura e unisce oltre ogni limite di spazio e di tempo. Nella fede siamo uniti a Dio e in Lui con tutti quelli che si riconoscono figli, come più volte ha detto il Papa. Lunedì sera natura e fede hanno trovato una sintesi meravigliosa. Ci siamo trovati a pregare alla stessa ora e per le stesse persone, che pur non conoscendole, almeno noi, non per questo abbiamo sentito estranee.
Questo come tanti altri gesti sono provocati dalla sofferenza e dal bisogno e sarebbe ancora più bello se il sacrificio di tante persone non andasse perduto e non fosse vanificato ma generasse maggiore unità e, come diceva domenica il card. Bagnasco, “più pensosi circa l’umana condizione, la nostra finitezza, e così crescere nella sapienza del cuore e della vita. Il Signore Gesù tocchi l’anima di tutti e, mentre conforta i tribolati, ci doni la sua luce”. (don N. Ioculano – Cappellano Porto di Gioia Tauro)