GMM: il messaggio dell’arcivescovo di Rossano-Cariati

Rossano – Le parole di Papa Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato “toccano nel vivo la realtà” che la diocesi di Rossano-Cariati sta vivendo. “Il lavoro stagionale di tanti migranti sostiene, ormai da anni, l’agricoltura del nostro territorio”, scrive l’arcivescovo mons. Santo Marcianò: “in questo contesto, accanto ad esempi di onestà ed accoglienza, si è sviluppato, attorno al lavoro degli stagionali, un quadro di sfruttamento e di illegalità che va dalla piaga del caporalato che usa gli uomini come fossero merce, al mercato abitativo che diventa ulteriore occasione di sfruttamento e di degrado”. All’inizio della stagione agrumicola la diocesi calabrese è intervenuta per invocare dagli operatori del settore “il rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori”. Con circa mille pasti al giorno nelle diverse mense, un centro di accoglienza, la presenza capillare e l’azione quotidiana delle parrocchie, la Chiesa – spiega il presule – offre dei “segni che nascono dall’annuncio di quella salvezza che in Cristo Gesù è fonte di sollievo, speranza e gioia piena come ci ricorda il Papa nel suo messaggio. In questi ultimi giorni la nostra Chiesa – aggiunge – ha dovuto farsi carico di emergenze particolarmente gravi: numerosi immigrati costretti a vivere in condizioni disumane sono stati accolti e ospitati a carico della diocesi in attesa di trovare un situazione migliore. Ma la carità non può sostituire o dimenticare le esigenze della giustizia; tutte le istituzioni sono chiamate ad offrire il proprio contributo specifico per la soluzione di un dramma che si ripete ogni anno e che non può continuare ad essere colpevolmente ignorato”. Per l’arcivescovo “serve un’azione sinergica che, lontana da strumentalizzazioni politiche o ideologiche, sappia mettere al centro la dignità di ogni uomo, il senso di civiltà che deve caratterizzare la nostra società, la tutela della sicurezza e della salute di tutti i cittadini. La Calabria, da sempre terra di emigrati, oggi è chiamata a farsi terra accogliente capace di testimoniare a tutti la ricchezza dei valori che la caratterizzano”.