Isola del Giglio – Sono saliti a 6 le morti del naufragio della nave Costa Concordia piegata a 90 gradi davanti all’isola del Giglio. 16 sono ancora coloro che sono dichiarati dispersi. Sulle cause dell’incidente sono in corso le indagini della Magistratura.
Sulla nave anche il cappellano di bordo don Raffaele Malena che in riferimento alle critiche di impreparazione dell’equipaggio ha detto che “il disordine non è stato creato dall’equipaggio, l’ha creato il panico, l’ha creato la paura tra i passeggeri. Il panico fa quello che fa. Per carità di Dio, lì, in quei momenti, si vede la propria vita in pericolo! L’equipaggio si è prodigato, non è vero che era passivo. Ma io, quando ho capito che c’era stato uno squarcio di 60-70 metri, ho detto a Gesù: ‘Pensaci Tu!’”. Il cappellano ha aiutato i passeggeri: “Li ho incoraggiati… C’erano tanti bambini, una bambina me la sono presa in braccio, ho chiamato la mamma e ho detto di mandarla subito nella scialuppa e la mamma l’hanno fatta evacuare per prima. Sono momenti di panico e di paura per i passeggeri. Poi, devo ringraziare molto il parroco del Giglio, che ha aperto subito la chiesa. Questa è un’isola di mille e 200 persone in estate e 700 in inverno. Tutti volevano dare un mano: hanno aperto gli alberghi, ci hanno dato da mangiare, ci hanno dato coperte e tutto quello che avevano ce lo davano. Agli abitanti dell’Isola del Giglio dovremmo fare un monumento… Non ci hanno abbandonati!”.


