Roma – “Due punti sono molto chiari: no alla violenza e più sicurezza. Questo è stato molto chiaro. È stata la prima volta che qui a Roma si è svolta una manifestazione così grande, che ha permesso ai cinesi di diventare una voce sola per la città, per il Paese in cui vivono”. E’ l’affermazione del cappellano della comunità cattolica cinese di Roma. padre Michele Goh dopo la fiaccolata dell’altro ieri in ricordo di Zou Zheng e di sua figlia Joy, di 9 mesi, uccisi mercoledì scorso durante una rapina.
Alla fiaccolata c’erano tanti stranieri e tanti italiani che ha rafforzato l’unione tra la comunità cinese a Roma e la città, come conferma il sacerdote in una intervista alla Radio Vaticana: “Tutti i negozi di Piazza Vittorio erano chiusi per poter permettere a tutti di partecipare a questa manifestazione”. P. Goh sottolinea che “la sera, la notte, c’è paura perché non c’è sicurezza. I cinesi hanno paura per la loro sicurezza”. Il sacerdote ha incontrato anche la a vedova dell’uomo cinese e la mamma della bambina che sono stati uccisi: “piange tanto, racconta tante cose… Io ho svolto il mio ministero di sacerdote e le ho spiegato che è necessario che lei trovi il coraggio per guarire velocemente e così contribuire a risolvere questo caso”. Lucia King, la portavoce della comunità cinese ha chiesto più sicurezza e meno violenza: “io non considero quello che è successo un atto di razzismo, perché poteva capitare a chiunque. Però diciamo basta, perché non si può vivere con la paura in questo modo”.


