Calabria: uno spettacolo sull’intercultura con attori i bambini

Cariati (Cs) – “Amici per la pelle”. Questo il titolo dello spettacolo, di grande interesse e attualità, sul tema dell’intercultura, organizzato dai ragazzi della quarta classe primaria di Via Vittorio Emanuele, con la guida delle insegnanti Evelina Cerenzia e Gemma Branca. Il musical si è svolto alla presenza di numerosi genitori, della vicaria dell’Istituto Comprensivo, Maria Caruso, e del parroco don Pino Mustaro. L’argomento è stato scelto per presentare alcune importanti problematiche legate al tema della multiculturalità, che rimanda a situazioni reali e aderenti al vissuto dei bambini di oggi; il recital si è rivelato un sincero e accorato invito, rivolto a piccoli e grandi, all’amicizia, all’accoglienza, alla sollecitudine verso gli altri.

 I bambini hanno interpretato personaggi diversi di razza, cultura, religione, stato sociale che ormai costituiscono parte integrante della società odierna, sempre più multiculturale, lanciando un chiaro messaggio: è necessario sensibilizzare alla cultura dell’accoglienza per costruire un futuro di pace, cominciando proprio dalla scuola. Il copione si incentrava su una sorta di viaggio immaginario alla ricerca dell’amicizia, dove un bambino occidentale viene a contatto con un bambino musulmano e con uno rom; all’interno della vicenda, la suggestiva scena rappresentante la vita dei senza fissa dimora barboni, relegati ai margini delle città, e quella dedicata all’adozione internazionale e a distanza, altro tema attualissimo. Bravissimi tutti gli studenti, che hanno recitato con un linguaggio semplice e appropriato, intramezzando le scene con coinvolgenti canzoni eseguite su basi musicali. Tanti i complimenti, al termine, espressi anche dal parroco di Santa Maria delle Grazie, don Pino Mustaro che ha spiegato come ogni persona, concepita dalla fantasia del Creatore, sia unica e irripetibile e come tale va sempre rispettata. Sulla problematica delle adozioni, il sacerdote ha poi ricordato che molte famiglie della sua parrocchia hanno già adottato a distanza dei bambini “che sono meno fortunati di voi – ha concluso don Pino, rivolgendosi ai ragazzi – perché non hanno alle spalle una famiglia che li ama e li cura”. (M. Scorpiniti)