Milano – In Lombardia dall’inizio del 2006 a oggi si sono iscritti 18.697 immigrati a “Certifica il tuo italiano. La lingua per l’inclusione sociale, il lavoro è la cittadinanza. Certifica il tuo italiano è il corso d’italiano gratuito rivolto a stranieri adulti appartenenti alle fasce deboli (donne, neo-arrivati e persone che si trovano in condizioni sociali, economiche e culturali di particolare emarginazione), che prepara alla certificazione e consente di iscriversi gratuitamente all’esame per ottenerla. Grazie a “Certifica”, progetto cofinanziato dal Ministero della Solidarietà Sociale (ora Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) e dalla Regione Lombardia Direzione Generale, Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale e realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, la Fondazione Ismu e l’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità, sono già 13.488 gli immigrati che hanno superato gli esami e ottenuto la certificazione linguistica L2 utile per inserirsi nel mondo del lavoro. Conoscere la lingua del paese di accoglienza è infatti fondamentale per favorire l’inserimento non solo lavorativo ma anche sociale degli immigrati, per prevenire i conflitti e i comportamenti devianti. Inoltre, sia per il nuovo Accordo di integrazione, sia per il nuovo permesso di soggiorno a lunga durata, la conoscenza della lingua italiana certificata è diventata fondamentale per chi vuole lavorare e vivere in Italia. Questi sono alcuni dei dati presentati a margine del convegno “L’alfabeto dell’integrazione Formazione linguistica di base per migranti in Europa” che si è svolto oggi a Milano. I promotori sottolineano che la questione dell’analfabetismo, spesso dimenticata, è tornata “prepotentemente all’attenzione comune proprio a seguito dell’entrata in vigore delle nuove norme in materia di integrazione, le quali sanciscono che lo Stato italiano considera l’immigrazione straniera non più in termini esclusivamente emergenziali e transitori”. Le norme vigenti collocano definitivamente l’Italia “sullo stesso piano dei più importanti paesi europei nel promuovere il corretto esercizio dei diritti-doveri di cittadinanza e nell’assumere pienamente la concreta possibilità che la persona immigrata voglia restare qui per molti anni con l’intenzione di costituire o ricongiungere la propria famiglia.


