9 Febbraio 2022 – Roma – Un sistema di accoglienza basato sulla risposta emergenziale, nonostante non vi sia alcuna emergenza cui rispondere, che evidenzia il “fallimento” di quanto stabilito con il primo Decreto Sicurezza. È quanto emerge dai dati di tre anni – dal 2018 al 2020 – raccolti e spiegati da ActionAid e Openpolis nel Rapporto Centri d’Italia. Un lavoro di raccolta ed analisi dei dati del sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati in tutta Italia con un livello capillare di dettaglio che arriva a chiarire i numeri dei posti disponibili nelle strutture, le presenze effettive, chi gestisce il centro, i prezzi giornalieri, fino ai dati geolocalizzati del singolo centro, in ogni provincia e comune italiano. E ora anche uno strumento a disposizione di tutti coloro che vogliono conoscere il sistema di accoglienza e monitorarne il funzionamento. I dati dimostrano che di “emergenza non c’è ombra”: nel 2020 i rifugiati e richiedenti asilo in accoglienza rappresentano solo lo 0,13% della popolazione italiana. Le persone ospitate nei Centri sono molte meno rispetto agli scorsi anni: nonostante siano calati drasticamente gli sbarchi e gli ingressi, “non c’è stata – si legge nel testo – nessuna volontà di ripensare il sistema e privilegiare l’accoglienza diffusa e pubblica”.
In risposta alla diminuzione delle presenze, tra il 2018 e il 2020 abbiamo assistito a una diminuzione del 25,1% del numero di centri attivi sul territorio nazionale e del 40,2% dei posti complessivamente disponibili (il 46,8% in meno nel sistema Sprar/Siproimi). In termini assoluti, al 31 dicembre 2020 erano attivi 4.556 Cas, 4.570 strutture Sprar/Siproimi e 12 centri di prima accoglienza. Tra il 2018 e il 2020 sono stati chiusi 3.137 centri in Italia. A fine 2020, 7 persone su 10 sono accolte in centri di gestione prefettizia. Di questi, i centri di piccole dimensioni sono quelli ad aver perso più posti dal 2018 al 2020, quasi 22mila.
Nel sistema dell’accoglienza aumenta in tre anni la centralità delle città più grandi. Le 16 città più popolose – quelle con più di 200mila abitanti – ospitano il 18,2% delle persone, 2 anni prima questa percentuale era al 14,2%; in media i centri a Roma e Milano sono molto più grandi che nel resto del paese. A Milano la capienza media dei centri è circa 10 volte la media nazionale.
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