Trento: “teatro, laboratorio interculturale”

Trento – “Su questo palco vediamo giovani di provenienze e culture diverse collaborare insieme, in armonia, nell’arte del teatro. E’ un vero e proprio laboratorio di convivenza che coinvolge le giovani generazioni di trentini e di nuovi trentini, il futuro della nostra comunità. Iniziative come queste riempiono il cuore di certezze: questi ragazzi aprono davanti ai nostri occhi un futuro di piena convivenza; sono ambasciatori di speranza che superano i confini, abbattono la paure e facilitano l’incontro”. Lo ha detto l’assessore provinciale alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza Lia Giovanazzi Beltrami intervenendo a Trento, al Teatro San Marco, all’evento di chiusura della rassegna intitolata “È di scena la convivenza!”. Sul palco, da fine ottobre a inizio dicembre, si sono alternati nove spettacoli che hanno affrontato e approfondito i temi del dialogo e dell’incontro fra le diverse culture attraverso il linguaggio del teatro. La rassegna è stata organizzata dal Cinformi in collaborazione con diverse associazioni e compagnie teatrali attive sul territorio. L’iniziativa rientra nelle azioni previste dal “Piano Convivenza” per accrescere la coesione sociale in Trentino elaborato dall’assessorato alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza e approvato dalla Giunta provinciale. Accanto al valore delle proposte teatrali, protagonista è stato il messaggio lanciato da attori e registi: sul palco – hanno detto i giovani protagonisti – siamo tutti uguali; tutti insieme abbiamo lavorato sodo per preparare questi spettacoli e questa iniziativa ha rappresentato per noi una tappa importante nel nostro percorso di vita, offrendoci l’opportunità di conoscere ed apprezzare realtà culturali diverse. Gli spettacoli della rassegna hanno approfondito e raccontato il vissuto dei migranti, le loro aspettative ed anche la loro “doppia assenza”. Ma hanno raccontato anche le emozioni e il dramma di chi lascia la propria terra e il dolore che può nascere, anche in patria, quando la diversità diventa motivo di scontro invece di rappresentare una ricchezza.