Lampedusa – Mons. Domenico Sigalini, Assistente generale dell’Azione Cattolica Italiana, ha visitato Lampedusa, in cui si vive una situazione meno convulsa rispetto all’estate scorsa: l’isola non appare militarizzata con le forze dell’ordine in ogni angolo, ma non sono venuti meno i drammatici tentativi di sbarco da parte di persone disperate, che trovano la morte in mare, piuttosto che i presupposti di una nuova vita. Il Vescovo, incontrando la comunità ecclesiale, la gente lampedusana, ha potuto constatare come siano persone “sensibili alla vita, consapevoli di dover compiere dei sacrifici, orgogliosi della propria umanità: virtù che non possono essere strumentalizzate da rivendicazioni politiche e di parte”. Ha, altresì, notato la concretezza di una Chiesa libera, che può contare su sacerdoti generosi ed instancabili, in prima fila per soccorrere, organizzare, sensibilizzare, incoraggiare e su laici responsabili, capaci di creatività, di dedizione e di progetti di larga visione. Il presule ha avuto la possibilità di incontrare alcuni Rappresentanti del Governo tunisino, presenti nell’isola per chiarire i fatti inerenti l’ultimo, tragico naufragio, i quali hanno voluto esprimere alla Chiesa Italiana nella persona del Vescovo la gratitudine del popolo tunisino per l’attenzione mostrata, riconoscendone la concreta solidarietà, espressa nelle mille forme che lo Spirito ha suscitato. Il Vescovo, da parte sua, ha sentito di ricambiare la gratitudine per la ricchezza di umanità e per l’istanza di vita che queste vicende propongono, smuovendo le coscienze ad essere attente e solidali. Un dialogo che ha avuto come denominatore comune il reciproco riconoscimento basato sul rispetto e su una reciprocità di sentimenti. La misura piccola dell’isola, che intercetta le rotte di migliaia di disperati e dove si consumano le conseguenze di problematiche internazionali, è compensata dalla grandezza delle persone – gli uni e gli altri -, che condensano nei loro gesti il desiderio di novità di vita e di speranza. (M. Muratore)


