Londra: la polizia “attacca” i rom

Londra – Uno si è incatenato a un’auto dopo averla riempita di cemento, un altro si è rifiutato per ore di scendere da un’impalcatura di 12 metri. Un altro ancora l’hanno fermato con una pistola Taser perché, ha detto la polizia dell’Essex, minacciava violenze. Lo sgombero forzato del campo nomadi di Dale Farm alle porte di Londra, che con un migliaio di abitanti è il più grande in Gran Bretagna, è cominciato ieri mattina presto quando le forze dell’ordine in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione.

 
Si tratta dell’ultimo atto di una disputa legale che dura da dieci anni tra gli abitanti del campo e il consiglio del distretto inglese di Basildon. Un atto che ieri aveva tutto l’aspetto di una guerriglia: si sono visti mattoni, bottiglie e sassi tirati alle forze dell’ordine, si è vista una roulotte andare in fiamme. Si sono sentite urla, grida e pianti. Sette sono finiti in manette. Era dai tempi dei disordini di agosto che non si vedevano le forze dell’ordine attrezzate così pesantemente mentre tentavano di sgomberare 86 famiglie da insediamenti costruiti illegalmente lungo la “green belt” del villaggio di Crays Hill, ovvero la fascia che circonda i centri abitati destinata a boschi e luoghi di svago. Dale Farm venne edificato negli anni Settanta, quando il consiglio del distretto di Basildon concesse la licenza edilizia a 40 famiglie rom. Nel 1996 un gruppo di “pavee”, i nomadi irlandesi le cui origini sono tuttora sconosciute, acquistò un altro appezzamento di terra nella zona per 120mila sterline, circa 150mila euro. Molti di loro non ottennero la licenza per costruire case, ma iniziarono a farlo comunque. Nel tempo il campo ha raddoppiato le proprie dimensioni e oggi ospita 100 famiglie. “Ci hanno tagliato l’elettricità – si è lamentato ieri uno dei nomadi – . La vita di alcuni dei nostri anziani dipende da attrezzature mediche”. Ieri mattina mentre le tensioni salivano alle stelle il vescovo di Chelmsford, Stephen Cottrell, ha invitato alla calma ricordando però che bisogna fare di più per proteggere i nomadi. (E. Del Soldato – Avvenire)