Migrantes: concluso il convegno dei Direttori regionali

Roma – Si è concluso oggi a Roma l’incontro dei Direttori regionali Migrantes con al centro la verifica dell’anno pastorale 2010-2011 e la programmazione pastorale del 2011-2012. Il tema migrazioni e mobilità nell’incontro, sempre più presente nella vita della città e delle chiese locali, è stato analizzato a partire dagli “Orientamenti pastorali” dei vescovi italiani con una particolare attenzione a rendere protagonisti gli adulti cristiani immigrati sia nelle comunità etniche come nelle comunità parrocchiali. “Nelle nostre comunità – ha detto il Direttore generale della Migrantes – si riscontra una debole percezione della mobilità, accompagnata anche da una fatica alla relazione con l’altro, tanto più quando l’altro è straniero o è temporaneamente presente nella comunità per motivi diversi: rifugiato, profugo, lavoratore dello spettacolo viaggiante o rom”. La Migrantes è chiamata a “discernere” e “accompagnare questa debole percezione dell’altro e questa fatica dell’incontro”, soprattutto attraverso ricerche, percorsi formativi, progetti, sussidi al servizio della Chiesa locale, dentro l’unico servizio ecclesiale della CEI, e nel quadro della comune attenzione alla cura educativa”. L’attenzione pastorale della fondazione andrà in due direzioni: l’educazione come integrazione e come cura della responsabilità e “gli evangelizzatori di strada”. Si tratta – è stato sottolineato durante la due giorni – da una parte di coniugare i progetti e i percorsi di integrazione a diversi livelli (scuola, cittadinanza, tempo libero…) con i progetti e i percorsi educativi ecclesiali e sociali. Il “particolare momento storico” – ha detto mons. Perego concludendo i lavori – è “segnato dalla crisi, non solo economica ma anche morale” e per questo occorre “un supplemento d’anima, per superare forme di chiusure e di individualismo, anche di fronte a massicci arrivi di immigrati e profughi da nazioni segnate dalla guerra, dalla fame e da disastri ambientali, di cui spesso non sono neppure colpevoli e diretti responsabili”.

 
Durante il convegno molto significativo è stato un incontro congiunto tra i Direttori regionali e i 17 coordinatori nazionali delle comunità etniche cattoliche in Italia per approfondire la conoscenza, i problemi e le prospettive di lavoro insieme sul piano regionale”. I coordinatori nazionali hanno presentato i numeri dei cattolici delle diverse comunità sottolineando la distribuzione degli oltre 900.000 “nuovi cattolici” in Italia provenienti da almeno 60 Paesi del mondo. Si passa dalle piccole comunità malgascie o ungheresi o lituane alle numerose comunità cattoliche filippine, latino-americane o ucraine o sri-lanchesi, seguite da 2300 sacerdoti stranieri presenti in Italia e da oltre 700 centri pastorali etnici. I coordinatori hanno rilevato l’apporto ai percorsi di catecumentato e di iniziazione cristiana soprattutto di persone albanesi o cinesi, Paesi di tradizione atea e maoista. E’ stato un momento significativo per i direttori regionali Migrantes che hanno ringraziato i coordinatori nazionali per il prezioso lavoro pastorale, riconoscendo nelle comunità etniche in Italia “il soffio di una Chiesa giovane che sveglia le nostre, talora, stanche comunità”. (R. Iaria)