Cagliari – Dopo la notizia tanto attesa della liberazione, ora i genitori di Pietro Raimondo Marras, il venticinquenne di Lula (Nuoro) addetto alla sicurezza della nave Montecristo, non vedono l’ora di poterlo sentire al telefono. Dopo l’ansia e la preoccupazione vissute in queste ultime ore, in casa Marras è stata festa grande nel pomeriggio appena ricevuta dalla Farnesina la notizia della liberazione della nave italiana sequestrata dai pirati.
“Spero di riuscire a mettermi in contatto con mio figlio il prima possibile – ha detto il padre, Antonio – per ora sappiamo solo che stanno tutti bene”. Nelle ore precedenti il blitz il signor Antonio non aveva nascosto la preoccupazione, da genitore, per le sorti del proprio figlio. Ex volontario dell’esercito e dipendente di una società di sicurezza, nonostante la giovane età Marras è già esperto e si trova imbarcato sulla Montecristo per garantire, anche se non armato, interventi in situazioni di emergenza. Felice per il veloce esito della vicenda è anche il padre di Luca Giglioli, appena 22 anni, il più giovane dei marittimi sequestrati dai pirati. “Siamo stati fortunati, credevo finisse male. Ora siamo più tranquilli: sono contento per tutto l’equipaggio – racconta il padre del giovane allievo ufficiale – Stanotte (l’altra notte per chi legge, ndr) sono stato al lavoro per cacciare la tensione”. La famiglia è stata avvisata della liberazione della nave Montecristo dalla Farnesina, ma i familiari non hanno ancora potuto parlare con il giovane: “Stiamo aspettando che la nave arrivi in un porto sicuro e che venga bonificata”. “Luca ha una grande passione per il mare”, dice il padre parlando del figlio, il cui scopo è diventare terzo ufficiale. Con Stefano Mariotti, l’altro livornese a bordo, erano partiti in aereo per Londra da dove avevano raggiunto Liverpool, porto dalla quale è partita la nave. In precedenza il giovane era stato quattro mesi su varie petroliere nel Mediterraneo ed ora era contento di andare in Vietnam. “Quel tratto di mare è pericoloso. Ne avevamo parlato – aggiunge il padre – ma lui, che è un ragazzo molto maturo per la sua età, ci aveva detto ‘non preoccupatevi”. (R.E. Avvenire)


