Lituania: mancanza legge su minoranze e situazione Rom nel rapporto Ecri

Bruxelles – La Commissione Europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) ha pubblicato ieri il quarto rapporto sulla Lituania. Il suo Presidente, Nils Muiznieks, ha dichiarato che nonostante i progressi, permangono “preoccupazioni” per quanto riguarda, ad esempio, l’assenza di una legge sulle minoranze nazionali e la situazione dei rom.

 
Nel 2009, ammette l’ECRI, “il Codice penale è stato modificato per combattere il razzismo in modo più efficace” e “la legge sulla parità di trattamento protegge anche contro la discriminazione basata sull’origine nazionale o sulla lingua”; nella regione di Vilnius sono stati assunti pedagogisti per assistere i bambini rom; non è più possibile trattenere i richiedenti asilo entrati illegalmente in Lituania e il Servizio della Guardia nazionale di frontiera coopera con l’UNHCR e la Croce Rossa. Tuttavia, secondo la Commissione, “molti casi di discriminazione e incitamento all’odio rimangono impuniti” ed “è quasi impossibile per le Ong rappresentare le vittime di discriminazione in tribunale”. Di qui alcune raccomandazioni al governo di Vilnius, tre delle quali “richiedono prioritaria attuazione” e sulle quali la Commissione effettuerà una verifica entro due anni.
Anzitutto l’ECRI chiede al governo lituano di istituire “un organismo interistituzionale per coordinare l’attuazione dei programmi di integrazione dei rom”. La prosecuzione della formazione di agenti di polizia, avvocati, giudici e pubblici ministeri “in materia di disposizioni contro il razzismo e la discriminazione razziale” è il contenuto della seconda raccomandazione. L’ECRI chiede, infine, l’adozione rapida di “un progetto di legge che estenda l’accesso alla sicurezza sociale per le persone che godono di protezione sussidiaria” e l’adozione di misure per finanziare la copertura sanitaria di tutte queste persone.
Composto da esperti indipendenti, l’ECRI è un organismo per i diritti umani del Consiglio d’Europa preposto a svolgere attività di monitoraggio dei fenomeni di razzismo, discriminazione per motivi di origine etnica, colore, cittadinanza, religione e lingua, xenofobia, antisemitismo e intolleranza. Al riguardo elabora rapporti e formula raccomandazioni agli Stati membri.