Nave in mano ai pirati: si tratta

 
Roma. Sono ore cruciali per l’equipaggio della petroliera Savina Caylyn, in mano ai pirati somali dal febbraio scorso. «Sono in corso trattative tra governo, armatore e pirati per cercare di risolvere la questione. Siamo in attesa di sapere se i pirati accettano le offerte”. Lo ha riferito – riferisce il quotidiano Avvenire – al telefono Adriano Bon, padre di Eugenio, l’ufficiale triestino sequestrato insieme ad altri 4 italiani e a 17 indiani. Fa sperare in una soluzione positiva che i pirati non abbiano telefonato dopo lo scadere dell’ultimatum, alla fine della scorsa settimana. Intanto, rispondendo a un’interpellanza in merito sollevata durante il question time alla Camera, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito ha ribadito che “la sorte degli ostaggi costituisce una preoccupazione costante del governo fin dalle prime ore del sequestro”.