Si può ridere con i migranti?

Roma – È consentito ridere guardando uno spettacolo sui migranti? Domanda provocatoria, se si considera l’ingente materiale che, a livello teatrale e cinematografico, è stato prodotto in questi anni, quasi sempre ispirato a toni drammatici o quantomeno seriosi. C’è chi ci ha provato, con un esito che si è rivelato davvero “spettacolare”. Stiamo parlando di “Foreign”, ideato e interpretato da Carlo Rossi. Un set cinematografico in cui si svolgono le riprese di un film sui migranti è il luogo dove gli spettatori vengono invitati a partecipare attivamente. Il film racconta del trattamento riservato ai migranti una volta arrivati nel Paese scelto come destinazione. O meglio, vorrebbe raccontarlo, perché l’imprevisto sul set, come nella vita reale, è sempre in agguato. Non a caso, il sottotitolo dello spettacolo è “il film che nessuno è mai riuscito a fare”. Gli esiti sono esilaranti, e nel finale a sorpresa le risate convivono con una inevitabile riflessione sul modo con cui ordinariamente guardiamo il “foreign”, lo straniero venuto ad abitare tra noi. Fino a pensare che, in fondo, possiamo tutti diventare un po’ stranieri. Daniel Romila, che interpreta il ruolo del migrante protagonista della vicenda, è uno dei ragazzi di strada di Bucarest salvati dal circo e dal clown Miloud, e che ha intrapreso la carriera dell’artista. “Foreign” viene proposto in questi mesi in varie città, il trailer è visibile su  https://www.youtube.com/watch?v=CdY7joB_-D0.

A Milano sono in programma cinque repliche dal 9 all’11 marzo presso l’Atelier del Teatro e delle Arti (mezzanino della stazione del Passante Ferroviario Repubblica, ingresso angolo via Tunisia). Nello stesso spazio è allestita la mostra “Nuove generazioni. I volti giovani dell’Italia multietnica”, presentata al Meeting di Rimini  (www.meetingmostre.com) e che propone le storie dei ragazzi nati in Italia da genitori migranti. Info: foreign91011@gmail.com (G. Paolucci)