Torino – Ad oggi sono circa 550 le domande di cittadini piemontesi che si sono candidati a diventare tutori volontari per i Minori stranieri non accompagnati (Msna), come ha disposto la legge 47/2017 che disciplina l’accoglienza degli adolescenti soli che sbarcano sulle nostre coste. Un inatteso boom di richieste che colloca la nostra Regione al primo posto in Italia per il numero di aspiranti. A sei mesi all’uscita del bando in Piemonte e la Valle d’Aosta, rileva Rita Turino, Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Piemonte – organo a cui compete,
secondo la nuova legge, l’istituzione dell’elenco e la formazione obbligatoria degli aspiranti tutori di Msna, sono arrivate molte più richieste di quelle attese. «In questi giorni» spiega la Garante al settimanale “La Voce e il Tempo” – «si è concluso il primo corso di formazione obbligatoria (30 ore) per i primi 100 tutori ma, dato l’elevato numero di richieste, nel corso del 2018, sempre in collaborazione con il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino e il sostegno delle Fondazioni bancarie, ne verranno attivati altri due». Ora, come dispone la legge, l’elenco dei 100 tutori «diplomati» viene messo a disposizione del Tribunale dei Minorenni che provvederà all’abbinamento dei Msna. «Resta inteso che le comunità che accolgono i minori e i servizi a cui sono affidati rimangono il punto di riferimento» chiarisce Rita Turino «ai tutori volontari viene richiesto sostegno per esigenze di tipo giuridico (richieste di diritto d’asilo, permessi di soggiorno ricongiungimenti) ma anche una sorta di ‘genitorialità sociale’ per favorire i Msna nell’inserimento nel nostro tessuto sociale e ad accompagnarli verso l’autonomia. Sono ragazzi con alle spalle storie di sofferenza e privazioni che hanno bisogno di figure positive di adulti che li accompagnino alla vita, modelli positivi per il futuro». La Garante sottolinea come sia rimasta molto colpita dalle motivazioni degli aspiranti tutori (per diventare tutore volontario si deve aver compiuto 25 anni ed essere in possesso di diploma superiore o laurea): «L’esperienza dei colloqui – ho selezionato più di 300 candidati di tutte le età – è stata molto arricchente e formativa: ho incontrato persone eccezionali di ogni provenienza sociale: insegnanti in pensione e in attività, studenti di giurisprudenza, avvocati, medici, impiegati pubblici, single o genitori con figli naturali o adottivi, molti di provenienza associativa o con esperienze di volontariato. Tutti spinti dalla volontà di fare qualcosa per contrastare l’assuefazione alle notizie continue degli sbarchi nelle nostre coste di migliaia di minori, le fasce più fragili di chi cerca una vita migliore nel nostro Paese». In Piemonte, secondo gli ultimi dati a disposizione, sono circa mille i minori stranieri soli, per la maggior parte maschi africani dai 15 ai 17 anni, residenti in comunità o centri di accoglienza. «Il nostro sogno è affiancare a ogni minore solo residente nella nostra Regione un tutore volontario» conclude Rita Turino. Per ora siamo a metà strada ma l’entusiasmo con cui hanno risposto finora i piemontesi fa ben sperare. Per informazioni: garante.infanzia@cr.piemonte.it o telefonare allo 011.5757303.


