Le immagini e le notizie della drammatica situazione della Somalia e del Corno d’Africa in questi giorni si moltiplicano e si diffondono e toccano la sensibilità di tutti. E’ un dramma che, con gravità diversa, si ripete da anni e che ha fatto della Somalia un paese devastato e dei somali uno dei popoli da anni in cammino, un popolo di rifugiati: ogni giorno si contano 3.000 rifugiati. In Italia, nel 2011 sono poco meno di 8.000 somali residenti. Sono perlopiù persone e famiglie di rifugiati, di richiedenti asilo, in protezione sussidiaria o umanitaria. In questi ultimi anni, tra il 2007 e questi mesi del 2011 è stato questo il numero di somali che hanno trovato protezione nel nostro Paese: 1160 nel 2007, 3715 nel 2008, 2558 nel 2009, 205 nel 2010, 530 nei primi sei mesi del 2011. Il dramma della Somalia e i numeri della protezione, unitamente al contributo del nostro Paese per l’emergenza umanitaria (800.000 euro) dicono come forse l’impegno umanitario e di accoglienza si è indebolito, anziché rafforzarsi e chiede un’attenzione progettuale e di cooperazione internazionale maggiore. Anche la situazione talora di stallo dei richiedenti asilo, la debolezza dei progetti d’integrazione, l’abbandono sulla strada, sotto i ponti, in dormitori di persone e famiglie in alcune città, le vittime innocenti di respingimenti ricordano la necessità di un impegno maggiore e di una responsabilità popolare condivisa verso un popolo ferito e umiliato come la Somalia. L’ex colonia italiana di ieri oggi è alla fame e alla sete. “Cresca la mobilitazione internazionale per inviare tempestivamente soccorsi a questi nostri fratelli e sorelle già duramente provati, tra cui vi sono tanti bambini. Non manchi a queste popolazioni sofferenti la nostra solidarietà e il concreto sostegno di tutte le persone di buona volontà” sono state le parole di Benedetto XVI all’Angelus del 17 luglio. Sono parole che, anche per la nostra storia italiana di occupazione delle terre del Corno d’Africa, che ha rafforzato una conoscenza e un legame con questi popoli, chiedono un ‘supplemento di impegno’ nella drammatica situazione odierna, condividendo maggiormente con i fratelli e le sorelle somale in Italia, lo sguardo al loro Paese e al dramma delle loro famiglie.


