Papa e i Rom: anche da Cosenza una rappresentanza a Roma

Cosenza – Dal microfono di servizio del pullman prendono voce le emozioni e gli stati d’animo di chi per due giorni ha condiviso lo stare insieme a Roma con gli altri rom, sinti e caminanti e quanti ne accompagnano quotidianamente la loro avventura di essere semi e germogli sparsi per l’Europa. I rom stanziati di Cosenza e i volontari dell’associazione Circolo Culturale Popilia sono solo alcuni dei frutti che ancora oggi si continuano a raccogliere da un incontro ormai maturo e di cui io stesso, ultimo arrivato, comincio a sortirne. Ascolto le parole di Angela che dai sedili in fondo si è avvicinata a tal punto da essere al mio fianco. Si rinnova la speranza per un giorno, quella stessa tenuta costantemente viva da quanti credono e praticano che è per tutti un mondo fatto di dignità, rispetto, assistenza, istruzione e quant’altro occorra a elevare uomini e donne al rango di cittadini sovrani della propria esistenza. Esprimendo la propria identità, coltivando le proprie radici senza dimenticare le qualità di persone spesso offuscate dal negativo, è bene ricordare come il grande Faber più di una volta abbia indicato proprio questo popolo come il più meritevole per il Nobel per la Pace. È il turno di Giovanna che riesce a trasmettermi la folgorazione (positiva ci tiene a ribadire) avuta dopo l’aver incontrato il Papa, per raccontare la missione di sentirsi rom da tramandare alle generazioni future. A tal punto continua Fiore (il grande) che si diventa guardinghi perfino nella scala dello stesso palazzo in cui si vive e si trova l’occasione di conoscere, pensa tu, chi ti sta accanto, grazie e benedetto sia questo viaggio. Lo so bene, ci sta un lavoro dietro senza sosta, me lo ripeto e lo commento con Roberta mentre scorre la strada sulla via di casa. Per tutto l’anno e non solo quello scolastico tutto questo viene portato avanti nella grande precarietà delle risorse ma tuttavia nell’immensa passione da chi anima il Circolo, come missione. Per me volontario in Servizio Civile, italianieddru per definizione come dicono i rom, un esperienza troppo bella e un sentirmi parte del gruppo almeno in un pezzo di cammino. (F. Bisonti – Parola di Vita)