I minori accolti nelle strutture Auxilium in udienza dal Papa

Città del Vaticano – Centoventi minori delle case famiglia e dei centri accoglienza della cooperativa Auxilium – italiani, egiziani, siriani, eritrei, algerini, nigeriani, centrafricani – hanno incontrato ieri 2 Papa Francesco nell’Aula Paolo VI, al termine della prima udienza generale dopo la pausa di luglio.

I bambini e i ragazzi (che provenivano dalle case famiglia di Roma, dal centro accoglienza migranti Mondo Migliore di Rocca di Papa, dal CARA di Castelnuovo di Porto e dal CARA di Bari), erano accompagnati, oltre che da alcune mamme e papà, dagli operatori Auxilium e dal fondatore della cooperativa Angelo Chiorazzo. Papa Francesco sì è fermato a parlare con tutti i bambini con una tenerezza commovente e ha ricevuto dalle mani dei bambini i tanti doni che avevano preparato per lui: disegni e lettere che raccontavano le loro storie, una zattera con un grande cuore come vela, una mongolfiera sulla quale i ragazzi delle case famiglia di Roma hanno impresso l’impronta delle loro mani. Papa Francesco è rimasto particolarmente colpito da un delfino di peluche: i bambini migranti, infatti, hanno spiegato al Pontefice che durante la terribile traversata del Mediterraneo, l’unica cosa che non gli faceva sentire la paura era la meraviglia per i delfini che seguivano il loro barcone e che loro non avevano mai visto prima. Tutti i bambini all’udienza indossavano una maglietta con la scritta: «Non sono un pericolo, sono in pericolo». «Questa frase, ispirata alle parole del Papa – spiega Chiorazzo – ci richiama al fatto che proteggere i minori, aiutare ognuno di loro a crescere è uno degli aspetti più delicati e importanti del nostro lavoro al servizio a persone. La bellezza di oggi è avere insieme minori italiani, che vivono nelle nostre case famiglia, con bambini che con le loro famiglie fuggono dalla violenza e dalla povertà̀ più̀ estrema. Perché l’attenzione alla persona nel bisogno è la stessa, sempre».