Migrantes Triveneto: serve “una pastorale ordinaria”

Venezia – “Bisogna che le diocesi in Italia maturino una pastorale ordinaria verso i migranti”. Lo affermano i direttori Migrantes delle diocesi del Triveneto, in un editoriale in occasione della conferenza stampa svoltasi a Cavallino-Treporti (Venezia) per fare il punto della situazione sulla realtà dell’immigrazione e degli immigrati nel Nordest, e sull’accompagnamento e la cura pastorale delle comunità cattoliche straniere presenti in questi territori. L’incontro si è tenuto a pochi giorni dalla 100^ Giornata mondiale del migrante e del rifugiato in programma domenica 19 gennaio sul tema “Verso un mondo migliore”. Papa Francesco, rammentano i direttori Migrantes del Triveneto, “ci chiede di superare la distinzione tra italiani e stranieri. Solo un‘attenzione della pastorale ordinaria alla multietnicità della nostra società, nella catechesi, nella liturgia e nella carità, ci permette di sensibilizzare le comunità cristiane e la società civile alla cultura dell‘incontro”.  Secondo i responsabili Migrantes, la crisi economica attuale sta scatenando “una inutile guerra tra cittadini italiani e stranieri” mettendo in luce gli aspetti della “mancata integrazione tra le diverse culture presenti nelle nostre comunità”. Dalla crisi, il monito dei direttori, “usciremo solo se sapremo impegnarci insieme”. Un pensiero anche agli italiani emigrati all’estero e alla difficoltà, più in generale, di creare una rete di comunità finalizzata all’aiuto e al sostegno reciproco tra gli emigranti. Il fenomeno migratorio è “una sfida che deve vedere impegnate in primo luogo quelle realtà di servizio alla Chiesa presenti in ogni diocesi”, sui legge ancora nell’editoriale. Di qui l’auspicio di “collaborazione e interazione” tra Migrantes, Caritas, centri missionari, pastorale per l‘ecumenismo, “senza dimenticare l‘ufficio liturgico, catechistico e non di meno la pastorale giovanile in una sinergia di intenti ed iniziative”. La Chiesa, concludono i direttori Migrantes, “deve saper dialogare non solo ad intra, ma anche ad extra: con la Pubblica amministrazione (ad esempio con le Amministrazioni carcerarie, i servizi sociali e le scuole) e con realtà dell‘associazionismo e del privato sociale”.