Respingimenti: l’Italia ancora sotto accusa

Milano – Ancora accuse all’Italia per i respingimenti di rifugiati. Ha rispedito in Grecia nell’ultimo biennio minori non accompagnati e adulti richiedenti asilo, perlopiù afghani in fuga da guerra e miseria, ignorando gli obblighi umanitari. Un rapporto di Human rights watch intitolato “Respinti al mittente” afferma che la polizia di frontiera in quattro Porti adriatici ha rimandato sommariamente in Grecia nel 2011 e nel 2012 decine di persone “in condizioni non adeguate”, chiuse ad esempio in sale macchine senza bagno. Respingimenti “proibiti dal diritto italiano e internazionale”, avvenuti sui traghetti che collegano Ancona, Bari, Brindisi e Venezia a Patrasso e Igoumenitsa, nonostante la Corte europea dei diritti umani abbia vietato ai paesi Ue di rispedire migranti in terra ellenica, dove “il sistema d’asilo non è funzionante, le condizioni detentive sono offensive” e rischiano violenze xenofobe. Il rapporto documenta i fatti con 29 interviste, 13 delle quali a minori respinti di età compresa tra i 13 e i 17 anni. Nessuno di loro è stato affidato dagli agenti a un tutore o ai servizi sociali per accertamenti, come richiesto dalle leggi italiane o internazionali. Eppure in 10 hanno dichiarato di essere minorenni. Lo conferma Ali M., 15 anni, afghano, respinto il 25 giugno scorso dopo un viaggio nascosto su un tir imbarcato: “Non mangiavo da due giorni. Non appena il camion è arrivato in Italia, sono uscito e la polizia mi ha preso. Mi hanno interrogato, ho detto che avevo 15 anni, ma mi hanno rispedito a Igoumenitsa”. Secondo il rapporto l’Italia ha rispedito a Patrasso, dove i minori vivono in una tendopoli accanto al porto, una media di due minori non accompagnati al mese. Veniva da lì anche Zaher Rezai, minorenne afghano morto a Mestre nel dicembre del 2008, schiacciato dal tir nel quale si era nascosto. Fu la sua morte a svelare questi drammi. Altra violazione è il mancato colloquio tra profughi e le ong di presidio del valico portuale. Il 5 ottobre 2012 a Bari, ad esempio, la Polizia ha scoperto 81 persone nascoste in un traghetto da Igoumenitsa. Solo 12 sono state autorizza¬te a rimanere, 69 sono state rispedite in Grecia senza che nessuno potesse contattarle. “È un problema vecchio – commenta Christopher Hein, direttore del Cir, che ha gestito il servizio nei porti adriatici fino al 2011 – e la prassi è diffusa tra le autorità italiane e greche. Non si possono effettuare respingimenti tra paesi Ue di minori e richiedenti asilo. L’Italia non dimentichi i propri obblighi, chiediamo al governo di emanare nuove direttive e sospendere queste riconsegne”. In primavera la Corte europea si pronuncerà sulla riconsegna sommaria, avvenuta nel 2009, di 25 adulti e 10 bambini dall’Italia alla Grecia. Potrebbe essere la seconda condanna in un anno per il Belpaese per violazione di diritti dei rifugiati. (P. Lambruschi – Avvenire)