Roma – Triplicato in dieci anni il numero di cittadini extracomunitari presenti in Italia. È quanto emerge da rapporto “Noi Italia: cento statistiche per capire il Paese in cui viviamo”, presentato ieri dal presidente dell’Istat Enrico Giovannini, sulla scorta dei risultati dell’ultimo Censimento generale della popolazione. Secondo i dati dell’Istat nell’ultimo decennio il saldo naturale della popolazione straniera – “fortemente positivo” – ha parzialmente compensato il saldo naturale negativo della popolazione italiana. Al 1° gennaio 2012 i cittadini stranieri non comunitari regolarmente presenti in Italia – secondo il Rapporto – sono poco più di 3 milioni e 600 mila, circa 100 mila in più rispetto all’anno precedente. Tra il 2010 e il 2011 i flussi di nuovi ingressi verso il nostro Paese hanno subito un brusco rallentamento: i permessi rilasciati durante il 2011 sono 361.690, quasi il 40% in meno dell’anno precedente. Negli ultimi vent’anni aumentano i permessi di soggiorno per motivi familiari, passando dal 12,8% al 31,1% del totale. Cresce anche la quota di minori non comunitari presenti in Italia, dal 21,5% del 2011 al 23,9% dei cittadini non comunitari nel 2012. Tale quota è più elevata nel Nord che nel Mezzogiorno (rispettivamente 25,4% e 19,2%).
Gli stranieri 15-64enni residenti in Italia presentano livelli di istruzione simili a quelli della popolazione italiana. Circa la metà è in possesso al più della licenza media (49,9%, a fronte del 45,3% degli italiani), il 40,9% ha un diploma di scuola superiore e il 9,2% una laurea. Le forze di lavoro straniere rappresentano il 10,2% del totale. Il tasso di occupazione degli stranieri è più elevato di quello degli italiani (66,2% a fronte del 60,7%), come anche il tasso di disoccupazione (rispettivamente 12,1% e 8,0%). Il tasso di inattività della popolazione straniera è, invece, inferiore di quasi dieci punti percentuali a quello della popolazione italiana (29,1% contro 38,6%).


