Studenti italiani all’estero: in 25mila rischiano di non poter votare. L’opinione della Migrantes

Roma – “La crescita continua, grazie ai programmi per gli universitari come Erasmus, di una circolarità europea degli studenti universitari pone il problema di cambiare i meccanismi e le opportunità per permettere l’esercizio del diritto di voto a migliaia di studenti che – al momento delle elezioni politiche – sono da poche settimane all’estero e non sono iscritti all’AIRE”. Così mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, commenta la notizia che venticinquemila cittadini italiani, tutti universitari che studiano all’estero non potranno votare alle prossime elezioni politiche perché non figurano nell’elenco dei cittadini italiani residenti all’estero ammessi al voto. “I giovani sono, tra l’altro – aggiunge mons. Perego – coloro a cui guardare particolarmente per favorire la partecipazione politica e costruire prospettive di un futuro che li interesserà particolarmente”. Questi giovani, quindi, o tornano in Italia a votare magari spendendo cifre non indifferenti per il viaggio oppure non potranno votare. L’allarme è stato lanciato da “Link-coordinamento universitario” dopo una serie di denunce di studentesse e studenti e ripresa su diversi siti oltre che su alcuni giornali in lingua italiana all’estero. “È davvero inaccettabile – commenta Luca Spadon, Portavoce nazionale dell’organizzazione – che 25mila ragazze e ragazzi non potranno avere accesso a un diritto civile minimo per una scellerata dimenticanza del governo. Il voto dall’estero è stata una grande conquista per il nostro Paese e migliaia di studenti universitari sono attualmente posti dinanzi al ricatto di dover spendere centinaia di euro per rientrare nel nostro Paese, in quanto per questi studenti non sono previste agevolazioni sui trasporti per il voto come previsto per i loro coetanei che studiano in Italia, o rinunciare tristemente a questo importantissimo diritto”. L’art. 2 del D.L. 223/12,convertito con modificazioni dalla l. 31 dicembre 2012 n. 232, approvato a seguito delle dimissioni del presidente del Consiglio e dello scioglimento delle Camere, ha convocato le elezioni politiche per il 24 e 25 febbraio, chiarendo all’art. 2 – spiegano i promotori della protesta – quali categorie di cittadini italiani residenti all’estero avranno la possibilità di votare tramite corrispondenza. Sono compresi, personale delle forze armate, agenti di polizia e addirittura professori e ricercatori universitari, non vi è però traccia – fa osservare l’associazione studentesca dal suo sito – di una delle comunità italiane più consistenti attualmente presenti all’estero quella degli studenti universitari in Erasmus. Gli studenti potranno esercitare il loro diritto solo se iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). Ma l’iscrizione è possibile se la residenza supera i 12 mesi e solitamente gli scambi di studio europei non hanno quella durata.