GMM: le iniziative a Catanzaro

Catanzaro – Il 13 gennaio 2013 la Chiesa cattolica ha celebrato la 99a Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato con una serie di iniziativa a livello parrocchiale e diocesano.

 
Nella diocesi di Catanzaro-Squillace, l’Ufficio Migrantes, per la celebrazione della Giornata, ha organizzato un’iniziativa che si è realizzata nella Parrocchia S. Nicola, a Squillace Lido: occasione di riflessione e sensibilizzazione sulla realtà delle migrazioni, nel loro duplice aspetto (immigrazione/emigrazione), realizzata nella dimensione dell’accoglienza e della fraternità, come celebrazione e come festa di popoli cha si incontrano. All’organizzazione della Giornata hanno collaborato con l’Ufficio Migrantes: l’associazione Area Assistenza Agenzia per Stranieri (che, a Catanzaro e nella Provincia, offre assistenza, consulenza legale e supporto a tutto campo a diverse centinaia gli immigrati), la Fondazione Città Solidale (organizzazione che si occupa da più di 15 anni anche di persone immigrate), l’associazione Terra di confine (che si occupa dell’integrazione dei Rom), l’associazione Multicolore (con un servizio di consulenza per stranieri), l’associazione Spazio Aperto (che offre sostegno e accompagnamento a stranieri piccoli e adulti). All’iniziativa ha partecipato l’arcivescovo di Catanzaro – Squillace, mons. Vincenzo Bertolone e sono stati invitati il Prefetto di Catanzaro, il Presidente della Provincia di Catanzaro, il Sindaco di Squillace ed il Commissario Prefettizio del Comune di Catanzaro, il Questore di Catanzaro e altre autorità e rappresentanti di altre religioni o confessioni cristiane; referenti di stampa e TV locali. Erano presenti anche mons. Antonio Cantisani il direttore della Caritas Diocesana don Dino Piraino, il direttore del Segretariato per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso Dino Miriello, il Vicario Episcopale mons. Giuseppe Silvestri oltre a numerosi sacerdoti. Nella prima parte dell’incontro sono stati offerti spunti di riflessione e preghiera comune, nelle varie appartenenze culturali, linguistiche e religiose. Con il coordinamento del conduttore Domenico Gareri si sono alternati riflessioni, saluti, contributi di vario tipo.
P. Piero Puglisi, direttore della Migrantes della diocesi ha salutato i numerosi partecipanti (in complesso, nella serata, nei vari momenti, ci sono state circa 600 persone), dando il benvenuto nella sua doppia veste, appunto come Direttore dell’Ufficio e come Parroco della chiesa di S. Nicola (a Squillace Lido). L’attenzione della comunità ecclesiale alla realtà dei migranti (sia come immigrati, sia come emigrati dal nostro paese) viene espressa attraverso il lavoro di laici impegnati che da diversi anni appunto prestano il loro servizio per accogliere ed integrare le persone straniere, che per vari motivi si trovano sul nostro territorio. L’Ufficio Diocesano, nello specifico, ha realizzato negli anni passati delle iniziative nelle scuole, mirate alla educazione delle giovani generazioni: appunto per aiutare i giovani a superare i pregiudizi, per sostenere i docenti nel loro impegno educativo che oggi li chiama a confrontarsi con bambini/ragazzi provenienti da altri contesti culturali, per aiutare gli stessi stranieri ad inserirsi meglio nel nostro tessuto sociale. Oltre a ciò, vi sono nella comunità diocesana, altre realtà che si occupano di immigrazione, per esempio la Fondazione Città Solidale che, fin dalla sua nascita (1999), si è occupata dell’accoglienza e della integrazione di persone immigrate, di formazione alla educazione interculturale nelle scuole. Nelle varie strutture gestite, in particolare nella casa d’accoglienza Maddalena, la Fondazione ha offerto accoglienza, un pasto caldo ed un riparo, calore umano, supporto ed accompagnamento nelle varie procedure burocratiche a circa 700 persone (il 55% dei quali stranieri ed il 3% Rom, come risulta dal Dossier statistico pubblicato e consegnato all’Arcivescovo per l’occasione). Con il lavoro dell’Ufficio Migrantes ci si propone dunque di continuare e potenziare l’impegno per l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati e l’attenzione agli emigrati.
L’Arcivescovo mons. Bertolone, ha esordito proponendo di riflettere su quanto si afferma nella Bibbia, là dove il Signore stesso invita: “Quando qualche straniero abiterà con voi nel vostro paese, non gli farete torto. Tratterete lo straniero, che abita fra voi, come chi è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso; poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto. Io sono il Signore vostro Dio” (Lv, 19,33-34). Dalla Scrittura stessa ci viene dunque l’impegno ad accogliere gli stranieri né come ospiti e né tanto meno come nemici, ma come fratelli, amandoli come noi stessi, colmando ogni divario e compiendo insieme il pellegrinaggio della vita. Si auspica perciò che tali celebrazioni non rimangano fini a sé stesse, ma siano punti di riferimento di un percorso che continua nell’impegno quotidiano.
Il pastore Jens Hansen, luterano in servizio presso la Chiesa valdese di Catanzaro e Vincolise, di origine tedesca, ha rilevato come le politiche del nostro continente, che pure si professa in gran parte cristiano, non siano in effetti come dovrebbero essere. Le diverse Chiese dovrebbero camminare insieme, imparando anche diversi modelli di convivenza (e le Chiese valdesi hanno fatto delle esperienze in tal senso), in cui le persone non stiano solo in gruppi omogenei, per lingua o confessione religiosa, ma imparino veramente a celebrare il culto insieme. Si tratta dunque di aprire le braccia, per un’autentica accoglienza, che è sicuramente più forte della tolleranza, non avendo paura di aprirsi all’altro.
Padre Luciano, ortodosso e di nazionalità rumena, ha sottolineato come quella rumena sia la comunità di immigrati più numerosa in Italia. Venuto la prima volta in Italia per lavorare, vi è poi tornato come sacerdote, sentendosi chiamato ad offrire il suo servizio in questa terra che ha imparato ad amare. Positiva (anzi “formidabile”) la collaborazione con la Chiesa cattolica, i cui credenti devono ritenersi più fortunati, perché hanno più sacerdoti a disposizione. Fra gli ortodossi non ci sono solo rumeni (o greci, come comunemente si crede), ma anche russi, bielorussi, ucraini ed anche per essi p. Luciano presta il suo servizio, e si augura che si facciano meno parole e si lavori sempre più insieme, come fratelli e figli dell’unico Dio.
Il pastore evangelico pentecostale Rainer Van Gent, che ha lasciato la natia Olanda nel 1966 per venire in Italia, dopo un primo periodo di ambientamento, necessario per adattarsi ad una cultura così diversa da quella di provenienza, ha imparato anche lui ad amare questa terra e questa gente. Il suo sogno è che si realizzi, più che altro, il sogno di Dio: l’unità di tutti i cristiani nello Spirito Santo, la pace e la grazia concesse a tutte le genti.
Sono dunque intervenute le autorità presenti per portare il loro saluto o contribuire con la loro riflessione.
Saluti ance da parte di Guido Rodhio, sindaco di Squillace), del prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci e del questore Guido Marino. Hanno fatto seguito delle testimonianze, che hanno arricchito la riflessione: Antonella (rom nata e vissuta a Catanzaro) ha narrato come Dio ha creato i Rom, appunto secondo la tradizione di quel popolo; Fatima (Marocco), ha raccontato la sua esperienza di integrazione paragonandola a quella dei suoi genitori e dei suoi nonni; Sobeide (Ecuador) ha portato una sua testimonianza della visita di Giovanni Paolo II nel suo paese.