Cremona – “Migrazioni: pellegrinaggio di fede e di speranza” è il tema scelto da Papa Benedetto XVI per la 99ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrerà il prossimo 13 gennaio. Nella diocesi di Cremona Caritas e Migrantes, entrambe dirette da don Antonio Pezzetti, promuovono due appuntamenti aperti a tutta la cittadinanza: sabato 12 gennaio, alle 21, un concerto del coro “Joy Voices” di Casalmaggiore presso la Casa dell’Accoglienza e domenica 13, alle 15.30, la Santa Messa presieduta dal vescovo mons. Lafranconi nella chiesa cittadina di S. Lucia con i cattolici migranti presenti sul territorio. L’Eucaristia sarà animata dalle comunità rumena, ucraina e africana. Secondo i dati della Fondazione Migrantes gli stranieri in provincia di Cremona sono oltre 46.000. “All’Eucaristia – spiega don Antonio Pezzetti – parteciperanno le comunità cattoliche rumena, ucraina e della Costa d’Avorio, le uniche che promuovono degli incontri periodici e che si sono date una struttura. Vi sono tanti altri cattolici provenienti da altri paesi, ma frequentano le nostre parrocchie e si stanno, lentamente, ma gradualmente, integrando nelle nuove comunità di residenza. Naturalmente l’invito è esteso anche a loro. Ci saranno, infine, le suore straniere degli istituti religiosi presenti in città, penso in modo particolare alle “sisters” della Beata Vergine e alle suore Catechiste di Sant’Anna fondate in India dal nostro missionario cremonese padre Pasquali, che operano sia alla Casa dell’Accoglienza sia alla Casa della Speranza”. Proprio in Santa Lucia ogni domenica alle 11 si ritrovano i cattolici rumeni guidati da don Anton Jicmon. I membri della comunità, per la maggior parte provenienti dalla parrocchia di Butea, nella diocesi di Iasi, sono quasi trecento e molti di loro, oltre ai giorni festivi, si radunano il martedì e il venerdì per la Messa nella cappella del Centro Pastorale. L’intrapredente don Anton, che è anche cappellano nella casa di cura “Figlie di San Camillo”, propone ogni sabato un incontro per i bambini e ragazzi: una sorta di “oratorio”, con catechesi e giochi, nei locali della Casa dell’Accoglienza. Non manca anche la proposta di pellegrinaggi: in questi ultimi anni la comunità, che è dedicata alla Ss. Trinità, è stata a Lourdes e a Roma. Molto meno numerosa è la comunità ucraina, formata quasi esclusivamente da donne badanti. Ogni domenica pomeriggio, in una stanza messa a disposizione dalla Casa dell’Accoglienza, queste signore si ritrovano per un momento di preghiera e per qualche ora di convivialità. La terza domenica di ogni mese, invece, un sacerdote connazionale viene da Brescia per la celebrazione della messa in rito bizantino nella cappella del Centro pastorale diocesano.
Infine ci sono gli ivoriani che come punto di riferimento hanno la parrocchia della Beata Vergine di Caravaggio in città. Da diversi anni hanno costituito il coro “Saint Michel” che anima le messe della loro comunità, ma anche i momenti di festa e di ritrovo. All’Eucaristia presieduta dal Vescovo e animata dalle tre comunità cattoliche straniere sono state invitate anche le autorità cittadine. “Vi sono alcuni dati alquanto confortati nel rapporto della Fondazione Migrantes – spiega don Antonio Pezzetti -. La provincia di Cremona, per esempio, è seconda solo a Brescia per la percentuali di lungo soggiornanti (64,9%): persone cioè che sono stabilmente residenti grazie a un regolare provvedimento governativo. Altro dato positivo è che la nostra provincia, dopo Milano, è quella in Lombardia con il più alto numero di permessi di soggiorno per altri motivi (1734 permessi – 5 volte rispetto a Mantova): asilo politico, minori non accompagnati, vittime della tratta… segno di un’attenzione solidale veramente encomiabile”.


