Milano – Ieri pomeriggio nel Duomo di Milano, il card. Angelo Scola ha presieduto la celebrazione eucaristica nella solennità dell’Epifania del Signore. Le navate della Cattedrale erano gremite dalle comunità dei migranti a Milano, che in questa occasione hanno celebrato la Festa dei Popoli, sul tema “Migrazioni: pellegrinaggio di fede e speranza”. In mattinata, invece l’arcivescovo aveva presieduto il Pontificale dell’Epifania. Al termine, in Arcivescovado. ha pranzato nel suo appartamento con 12 giovani provenienti da diversi Paesi: Karen, Brenda e Pamela (Perù), Marco, Carla, Cezcelle e Joshua (Filippine), Wei Tian (Cina), Toemenye-Venunye e Tete (Togo), Adrian (Romania) e Olga (Ucraina). È la prima volta che in occasione dell’Epifania l’arcivescovo di Milano compie questo gesto. I giovani, dai 16 ai 25 anni, studenti e lavoratori, nati a Milano o nei loro Paesi d’origine, si sono presentati al card. Scola raccontando di sé e delle loro famiglie. “Vi ho voluti qui per due motivi: anzitutto per dire, con il gesto del pranzare con voi, che venite da tutto il mondo, l’universalità della fede in Gesù Cristo che nell’Epifania si manifesta”, ha spiegato il porporato introducendo il dialogo con i giovani. “Inoltre – ha aggiunto – avevo il desiderio di conoscere da vicino il volto della nuova Milano, costituito da tantissimi ragazzi come voi, venuti qui da lontano, da tanti popoli”. È proseguito poi spontaneo un dialogo sulle opportunità e le fatiche del vivere a Milano come “nuovi italiani”. “Dire che siete voi il futuro della nostra Milano sarebbe una constatazione scontata e non del tutto veritiera – ha rilevato l’arcivescovo -. Voi sarete il futuro della nostra città se già da ora vi impegnate per animarne il presente”.


