Milano – “Quattro pirla che forse non sono neanche di Busto Arsizio”. Il sindaco della città varesina è certo che i ragazzi del paese non possono essere stati a inscenare cori razzisti durante l’amichevole Pro Patria-Milan, interrotta e poi definitivamente sospesa a causa degli insulti ai giocatori di colore del Milan. Alla polizia, che ha identificato dieci ultras, invece la pensano diversamente.
È così che la partita Pro Patria – Milan da festa diventa incubo. Boateng non può toccare palla, stesso trattamento per Niang, Muntari, Emanuelson. Per loro una gragnuola di insulti. Neanche mezz’ora e si torna a casa bruscamente: il Milan abbandona il campo, non ci sta e lancia un segnale forte. I giocatori sono scossi, la maggioranza del pubblico è dalla loro parte, la società bustese, che
ha preso le distanze dagli “incivili”, anche.
Ma la reputazione, per una vecchia gloria del calcio ancora in cerca di un futuro, resterà macchiata a lungo.
Giancarlo Abete esprime sdegno per quel che è successo, “un’indegna gazzarra che offende tutto il calcio”. Il presidente della Federcalcio annuncia che sarà attivata la procura federale ed esprime solidarietà ai giocatori colpiti da cori razzisti e al Milan. Le ragioni di una scelta forte, come quella di abbandonare il campo, le ha spiegate a caldo Massimiliano Allegri: “Bisogna smetterla con questi gesti incivili”. Per l’allenatore dei rossoneri “andava dato un segnale”. Nei commenti ricorre la parola “vergogna”. La usa Roberto Maroni, il segretario della Lega, che da queste parti ha il suo zoccolo duro.
Ed è presente in tutti gli interventi dei giocatori del Milan: Boateng soprattutto.
“È vergognoso – scrive su Twitter – che ancora accadano cose del genere”. Anche Lega Pro considera giusta la scelta del Milan e annuncia il possibile ricorso ad azioni legali contro i responsabili.
Il sindaco Gigi Farioli, a capo di una giunta Lega-Pdl, intanto sposta il mirino da un’altra parte. E spara contro
«i professionisti che non hanno saputo fare il loro lavoro, e cioè arbitro e alcuni giocatori”, a partire proprio da Kevin Prince Boateng che di fronte agli insulti ha avuto “una reazione impropria”, scagliando il pallone contro gli spalti. Lo sforzo del borgomastro a difesa dell’onorabilità dei suoi concittadini rasenta il tragicomico, se non fosse che viene spalleggiato anche dal deputato leghista (e originario di Busto Arsizio) Marco Reguzzoni: “Boateng ha sbagliato”, si è comportato “come una mammoletta”. (N.Scavo – Avvenire)


