ANCI a Sindaco Lampedusa: tutti i comuni italiani con te per battaglia contro assuefazione tragedie in mare

Roma – “Rappresentare l’impegno dell’Anci affinchè rimanga alta l’attenzione del Paese su quanto accade a Lampedusa”. E’ questo il motivo alla base della lettera che il Presidente dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni Italiani, Graziano Delrio e il Delegato all’immigrazione dell’Associazione, Flavio Zanonato hanno inviato oggi al Sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini in occasione della giornata internazionale del migrante. Delrio e Zanonato scrivono al Sindaco Nicolini “per esprimerle la vicinanza, oltre che nostra personale, dei Sindaci di tutti i Comuni d’Italia, affinchè possa sentirsi meno sola in quella che lei ha giustamente inteso affrontare come una battaglia di legalità contro l’assuefazione e la ‘normalizzazione’ del discorso pubblico di fronte all’immane tragedia dei morti annegati in mare alla ricerca di un futuro in Europa” e colgono l’occasione per informarla di aver incontrato il Ministro dell’Interno Cancellieri “chiedendole una collaborazione concreta e immediata. “Sappiamo che lei non è nuova a queste battaglie – aggiungono i due rappresentanti dell’Anci – e che ha le spalle abbastanza larghe per affrontarle. Ma sappiamo anche che lei, insieme alla generosità dei cittadini lampedusani da soli non ce la potete fare. C’è bisogno di tutto il sostegno che questo Paese, e l’Europa, sono in dovere di darvi. I morti annegati sono figli anche nostri. Così come lo sono coloro che, fortunatamente, riescono ad arrivare vivi in Italia, per i quali sono proprio i Comuni il primo riferimento in termini di diritti e servizi”.

 
In una lettera giunta anche all’Anci il Sindaco di Lampedusa ha lanciato nei giorni scorsi un grido di dolore e di indignazione. “Eletta a maggio – scriveva – al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore. Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perchè il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola?”. “Non riesco a comprendere – scriveva ancora il Sindaco di Lampedusa – come una simile tragedia possa essere considerata normale, come si possa rimuovere dalla vita quotidiana l’idea, per esempio, che 11 persone, tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini di 11 e 13 anni, possano morire tutti insieme, durante un viaggio che avrebbe dovuto essere per loro l’inizio di una nuova vita. Sono indignata dall’assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell’Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra”. “Tutti devono sapere – concludeva la lettera del Sindaco Nicolini – che è Lampedusa, con i suoi abitanti, con le forze preposte al soccorso e all’accoglienza, che dà dignità di esseri umani a queste persone, che dà dignità al nostro Paese e all’Europa intera. Allora, se questi morti sono soltanto nostri, allora io voglio ricevere i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato. Come se avesse la pelle bianca, come se fosse un figlio nostro annegato durante una vacanza”.