Card. Vegliò al Papa: il mondo dello spettacolo viaggiante chiede di essere “confermato nella fede”

Città del Vaticano – “Sentimenti di commozione e di gratitudine” al Papa dal mondo dello Spettacolo Viaggiante. Lo ha espresso questa mattina il card. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale per i Migranti e gli Itineranti salutando il Papa Benedetto XVI al suo arrivo nell’Aula Paolo XVI. Ad accogliere il pontefice migliaia di artsti dello spettacolo viaggiante provenienti dall’Italia e da diverse parti d’Europa e del Mondo per questo appuntamento che loro hanno definito storico.
Lo spettacolo viaggiante – ha detto il card. Vegliò – “esige costante disponibilità al pubblico di ogni età e attenzione a rispettare la sensibilità di tutti, a osservare le normative dettate dalle Amministrazioni pubbliche e ad adeguarsi alle disposizioni che, a livello locale, regolano la giusta interazione tra le persone. Se ciò non è sempre facile, tuttavia sempre rimane il desiderio di costruire corrette relazioni, che vincano pregiudizi e stereotipi, eliminando eventuali discriminazioni e marginalità”.
“Le comunità ecclesiali locali, con le caratteristiche di apertura e accoglienza insite nel messaggio evangelico – ha aggiunto il porporato –  possono giocare un ruolo importante nello sforzo, che d’altronde spetta a tutti, di difendere la centralità e la dignità di ogni persona umana e, in particolare, di non trascurare le legittime aspirazioni delle persone dello spettacolo viaggiante”.
A partecipare all’incontro un buon numero di rappresentanti dell’immenso mondo di uomini e donne che, con le loro famiglie, si dedicano allo spettacolo viaggiante:  “essi chiedono che Vostra Santità li confermi nella fede, ravvivi la speranza in ciascuno di loro e nelle rispettive famiglie e comunità, incoraggi il loro entusiasmo di aderire sempre più saldamente a Gesù Cristo nel servizio al prossimo con carità. Chiedono alla Santità Vostra di essere sollecitati a praticare le virtù necessarie per continuare ad annunciare il Vangelo, “rendendo ragione della speranza che è in loro”, lungo le strade, nelle borgate paesane, nei quartieri cittadini e nelle piazze metropolitane, ovunque li porti la loro professione itinerante”.
Dopo il saluto del porporato tre brevi testimonianze seguiti da un gruppo di alunni dell’Accademia d’Arte Circense che hanno offerto un loro saggio e la una recita dell’ultimo dei Maestri pupari siciliani. In mattinata un lungo corteo ha attraversato Via della Conciliazione per raggiungere l’Aula Paolo XVI.