Roma – All’incontro europeo dei vescovi e direttori della pastorale migratoria promosso a Roma dal Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee), ha portato il saluto delle Cei e della Migrantes mons. Paolo Schiavon, presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni e della Migrantes.
“L’Italia – ha detto il presule – da Paese di emigranti – con ancora oggi 4.200.000 emigrati all’estero – è diventato con i suoi oltre 5 milioni di immigrati anche un Paese di forte pressione migratoria in Europa”. Mons. Schiavon ha illustrato le attività della Cei della Migrantes nel campo della mobilità umana. Tra queste la cura delle comunità di cattolici di altri Paesi presenti in Italia attraverso oltre 700 centri pastorali, con il contributo di 17 coordinatori nazionali delle diverse comunità, “la formazione dei preti stranieri in Italia (oltre 3000), la cura del catecumenato, che nel 70% dei casi riguarda stranieri (in particolare cinesi e albanesi)”. Il presidente della Migrantes, dopo aver sottolineato che “la testimonianza, lo stile di vita, è la questione centrale della pastorale italiana” ha ribadito, tra l’altro, la necessità del “superamento di una burocrazia che rende lunghi i tempi di riconoscimento delle persone migranti, con la semplificazione delle procedure riguardanti i documenti” e l’impegno “per il riconoscimento della cittadinanza ai bambini stranieri che nascono in Italia, estendendo lo jus soli”. (R.I.)


