Milano – Secondo l’Osservatorio Regionale sull’Immigrazione, al 1° luglio 2011 sono presenti in Lombardia (regolarmente o, in più rari casi, senza permesso di soggiorno), circa 483mila donne (maggiorenni) provenienti dai cosiddetti Paesi a forte pressione migratoria: rumene, albanesi, marocchine, filippine, peruviane, cinesi che quotidianamente accudiscono i propri bambini, lavorano nelle case degli italiani, affollano i vari mercati rionali. In più di due terzi dei casi sono madri con una media di quasi 2 figli a testa. Le mamme straniere con un’occupazione regolare a tempo indeterminato sono il 28%, poco di più di quelle casalinghe (26%); e le part-timer (12%) sono poco più delle disoccupate (11%). Il reddito medio mensile netto è stato per il 2011 di 924 euro, il 30% in meno di quello dei padri stranieri nello stesso anno (1.327 euro). La maggioranza delle mamme straniere è giunta in Italia fra i 20 e i 30 anni di età, magari con molte speranze già con l’idea solo di una vita sì tranquilla ma comunque d’impegno. I sacrifici per quest’integrazione silenziosa si sono pagati in una routine senza troppe pretese e improntata alla crescita e all’istruzione dei figli su cui investire e in una presa in carico della quasi totalità dell’extralavoro domestico.


