Migrazioni dall’est all’ovest: la condizione delle donne

Trento – Tante storie nell’incontro delle Rotte del Mondo – a Trento – dedicato alle donne migranti. Storie di donne che hanno abbandonato l’Est per l’Ovest, anche lasciando in patria i loro figli, storie di missionari che al contrario sono andati all’estero, in Germania, ad assistere i nostri, di emigranti, quando eravamo noi ad andare all’estero. Storie speculari, storie di vita, di lavoro, spesso di sofferenza, di illusioni infrante. Storie che fanno riflettere, perché a volte sono storie di schiavitù, e interessano l’Europa: quella dell’Est, da cui provengono i migranti, e quella dell’Ovest, che li “accoglie”, anche se questa non è sempre la parola più appropriata. 500.000 persone attualmente in Europa vivono lontano delle loro case e in condizioni di schiavitù, ha detto Manuel Carballo, direttore del Centro internazionale per la migrazione, la salute e lo sviluppo di Ginevra: in gran parte sono donne, utilizzate nell’industria del sesso o in altre attività illecite, come pure per lavori molto gravosi e privi di tutele. Vengono rapite, vengono percosse se cercano di fuggire. Non si nutrono abbastanza, vivono rinchiuse in alloggi sovraffollati. Si ammalano e non vengono curate. E’ l’altra faccia delle migrazioni internazionali, quella che nessuno vuole vedere.