Italiano ed egiziano: voglio dare il massimo e servire i miei due Paesi

Roma – Il mio Paese natale è l’Egitto, ma dopo 13 anni che vivo in Italia mi sento anche italiano, anche perché ho acquisito la cittadinanza. Mi chiamo Mohamed Zaid, un giovane di 17 anni che quest’anno frequenta la quarta al liceo scientifico tecnologico “Enrico Mattei” a San Donato Milanese. Mi sono accorto che negli anni si è creato un muro di discriminazioni e pregiudizi sugli arabi e che il compito di abbatterlo spetta a me e a tutti i giovani come me, che sono nati e vivono in questo Paese ma sono fieri di essere egiziani. Infatti, con il passare degli anni mi sento sempre di più come uno specchio che riflette ciò che sono in realtà gli arabi, gli egiziani e i musulmani. Lo studio per me è una risorsa molto importante che sento di dover sfruttare e in cui desidero cercare di raggiungere i massimi livelli per avere un futuro migliore. Per ora il mio operato mi sta portando molte soddisfazioni: il mio andamento scolastico è positivo e questo mi rende molto contento. Specialmente sono felice quando vedo i miei genitori soddisfatti e orgogliosi di me. Così facendo, sento di ripagare le fatiche e i tanti sacrifici che fanno per mandarmi a scuola. Incontro spesso persone che mi hanno rivolto domande (più o meno serie e difficili, ma io riesco sempre a rispondere…) sulla mia origine e religione, spesso ignote o poco conosciute a molti ragazzi della mia età. In alcuni casi è veramente piacevole vedere il loro interessamento alla mia cultura. E quante amicizie sono nate! I miei genitori, come me, sono ben integrati, e hanno mantenuto con rispetto e onore la nostra cultura e religione. Così facendo riescono a vivere con serenità con le altre persone. Il mio futuro? Sogno una laurea in ingegneria bio-medica, per diventare in futuro una persona importante nella ricerca per i miei due paesi: l’Italia e l’Egitto. (M. Zaid – Avvenire)