Morti nel Mediterraneo: APCE approva rapporto Strik e chiede ulteriori indagini

Strasburgo – L’Italia, la Spagna e Malta – ma anche la Nato che presiedeva le operazioni di ricerca nel Mediterraneo – sarebbero responsabili del mancato soccorso, nel marzo 2011, del gommone alla deriva con 72 rifugiati eritrei a bordo. Solo i 9 uomini più forti sopravvissero, gli altri 63, molte donne e bambini, morirono di fame e di sete. Nel 2011 oltre mille persone perdettero la vita tentando la traversata verso l’Europa. Dopo un lungo dibattito, con 108 voti favorevoli, 36 contrari e 8 astenuti, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, riunita fino ad oggi in plenaria a Strasburgo, ha approvato il rapporto della senatrice olandese Tineke Strik che ha condotto l’inchiesta sull’incidente. Bocciati tutti gli emendamenti proposti da Italia e Spagna, che cercavano di scagionare le unità navali nazionali dalle loro responsabilità. Nel rapporto della parlamentare socialista si parla di “un insieme di negligenze e mancate risposte agli appelli dei naufraghi, che fuggivano dalla guerra civile in Libia”.

 
L’Assemblea di Strasburgo invita la Nato a condurre un’inchiesta sull’incidente e a fornire risposte dettagliate alle domande ancora senza risposta. Ai Parlamenti nazionali degli Stati interessati chiede di condurre analoghe indagini, ed esorta inoltre il Parlamento europeo a compiere sforzi per ottenere “informazioni aggiuntive, comprese immagini satellitari”.