Budapest – “Il cristianesimo è incompatibile con l’incitamento all’odio diretto contro qualsiasi comunità religiosa o gruppo etnico”. Lo ha affermato il card. Péter Erdö, Presidente della Conferenza Episcopale Ungherese, durante la commemorazione delle vittime dell’Olocausto svoltasi a Budapest. Richiamando alla memoria il principale comandamento di Gesù Cristo di amare il prossimo come noi stessi, che “obbliga i cristiani ad amare ogni persona”, il vescovo ha citato l’esempio della beata Sára Sálkaházi, la religiosa dell’ordine delle Sorelle dei servizi sociali che fu assassinata e gettata nelle acque del Danubio per aver aiutato gli ebrei durante la seconda guerra mondiale. “L’antisemitismo è contrario all’umanesimo”, ha affermato il Presidente della Conferenza Episcopale Ungherese, invitando tutti i partecipanti alla cerimonia di commemorazione ad unirsi nella speranza condannando ogni tipo di odio, antisemitismo e razzismo. “Se siamo d’accordo su questo – dal punto di vista non solo teorico ma anche pratico – allora siamo a buon punto. Saremo infatti sempre capaci di trovare principi morali comuni sui quali poter costruire la nostra vita, il nostro Paese, il nostro futuro”, ha concluso il card. Erdö. Il 16 aprile è il giorno in cui si celebra la memoria delle vittime dell’Olocausto in Ungheria. Fu proprio in quel giorno del 1944 che cominciò l’istituzione dei primi ghetti nella regione ucraina della Transcarpazia. Nei mesi successivi, 13 campi-ghetto e stazioni ferroviarie per la deportazione vennero creati in Transcarpazia e nella regione nordorientale dell’Ungheria, da cui furono deportati 437 mila ebrei.


