Calabria: un convegno su don Falvo, cappellano con gli italiani in Inghilterra e cappellano di bordo

Lamezia Terme – “Don Serafino: mosso dallo Spirito, interprete dei tempi nuovi”. E’ questo il tema del convegno nazionale che si terrà ad Amato (Cz) nella parrocchia dell’Immacolata domenica prossima, 15 aprile 2012. L’iniziativa, promossa dal parroco don Pasquale De Fazio con il sostegno del Vescovo di Lamezia Terme mons. Luigi Antonio Cantafora, si inserisce nel Progetto di Pastorale Parrocchiale che la Comunità di Amato sta portando avanti da qualche anno attraverso cicli sistematici di catechesi ed attività di animazione giovanile.

 
Il convegno vuole ricordare la straordinaria figura di don Serafino Falvo, sacerdote nativo di Amato, nel primo decennale della sua morte. Un omaggio doveroso, dunque, ad un ministro di Dio illustre figlio della terra di Calabria che è stato tra i fondatori e maggiori esponenti del movimento del Rinnovamento nello Spirito, i cui dirigenti ed aderenti nazionali e regionali converranno per l’occasione nella piccola cittadina della Provincia di Catanzaro. Si prevede, infatti, l’afflusso di circa duemila convegnisti.
Don Serafino Falvo nacque ad Amato il 17 novembre 1918. Il padre che portava il suo stesso nome morì un mese prima della sua nascita e, per questo, egli fu sempre il figlio prediletto per la madre. “Nacqui orfano – racconta don Serafino nelle sue memorie – al centro della Calabria nel punto più stretto di quell’estremo lembo della penisola che, per primo, fu chiamato Italia: a ridosso di un’amena collina tra il Reventino e i monti di Tiriolo, si trova Amato una ridente cittadina il cui nome racchiude una storia millenaria”.
Fin da bambino sentì la vocazione al sacerdozio che lo portò a studiare prima nell’istituto dei Salesiani di Gaeta e poi nel Seminario Pontificio di Reggio Calabria. “Credo che nacqui già sacerdote”, confida don Serafino in uno dei suoi scritti: infatti all’età di due anni “costringevo mia madre, Maria, a portarmi in giro per il paese con una croce in mano. La gente che mi vedeva rideva di commozione e di tenerezza”.
Fu ordinato sacerdote il 15 luglio 1945 nella diocesi di Lamezia Terme, dove fu anche parroco. Seguendo la vocazione missionaria, gli fu affidato il compito di “cappellano degli emigranti italiani” in Inghilterra. Don Serafino parte, infatti, dall’Italia nei 1968. Fu destinato alla missione italiana di Bristol nel Somerset in Inghilterra come Cappellano degli Emigranti.
Qui inizia il suo cammino di Parroco del mondo. Il suo soggiorno inglese dura circa tre anni. Ma qui non conoscendo ancora la lingua inglese e trovandosi in mezzo ad un popolo di diversa cultura e mentalità sente un po’ la nostalgia del suo paese e anche degli “spaghetti”.
Un giorno trovandosi sopra un pullman a Londra egli si lamentava con il Signore per averlo mandato fuori dalla sua terra. Ma il Signore gli disse: “guarda cosa c’è scritto davanti all’autista:
– “Don’t talk to the driver” – (non parlare all’autista). Pochi giorni dopo in un mercatino di Bristol posò gli occhi su un quadretto su cui era scritto: “Trust on the Lord and wait patientely on Him” (confida nel Signore e aspettalo con pazienza)”.
“Quelle parole erano troppo chiare e così mi affidai – scrisse – a quelle promesse. Difatti qualche settimana dopo fui invitato dal direttore dei Cappellani degli Emigranti ad andare in America nel mare dei Caraibi come Cappellano di Bordo sulla nave crociera ‘Flavia’ della Compagnia Costa di Genova. Dopo due anni fui invitato a svolgere il mio apostolato sulla nave norvegese Skyward della Compagnia Norvegean Caribean Line. La mia vita cambiò totalmente. Ero un ufficiale riverito, stimato e, umanamente parlando, anche soddisfatto. Ma sentivo che il benessere della vita facile non mi bastava. Avevo tutto, ma l’ideale sacerdotale era diventato una specie di routine. Fu allora che il Signore mi aprì il cuore e la mente a nuovi orizzonti incontrando il Rinnovamento Carismatico”.
Diede inizio alla sua missione carismatica nella diocesi di Fiesole e precisamente nel 1981 al Santuario della Madonna del Sasso, dove fondò la prima comunità carismatica “Gesù Amore”. Successivamente creò numerose comunità simili in altre zone d’Italia e all’estero; in pratica fu fondatore di cenacoli di preghiera in tutto il mondo. Don Serafino concluse la sua vita terrena il 2 aprile del 2002.