Calabria: presto la costituzione di un Gruppo Immigrazione e Salute

Lamezia Terme – “Salute e migrazioni. Quale cura per la mobilità”. E’ stato questo il tema di un convegno che si è svolto ieri a Lamezia Terme su iniziativa della Migrantes e dell’Ufficio per la pastorale della salute della Calabria e del Centro diocesano pastorale della parrocchia del Rosario di Lamezia Terme. All’interno delle strutture sanitarie italiane, hanno spiegato i promotori, sta crescendo il numero di persone straniere bisognose di ospedalizzazione, in particolare per esigenze legate alla gravidanza o ai problemi dell’infanzia, oltre che visite ambulatoriali o di pronto soccorso. La malattia, per il migrante, rappresenta “un’ulteriore complicazione che si aggiunge ad altri problemi di ordine economico, sociale e culturale”. La missione del volontario e dell’operatore pastorale, dunque, è di praticare il Vangelo della prossimità, cercando di “affrontare creativamente le sfide, che includono la diversità di lingua, cultura e religione”.

 
Durante il convegno è stata ricordata la difficile situazione degli immigrati di Rosarno, a cui hanno dato un significativo contributo Medici senza Frontiere e altre associazioni operanti nel sociale. Altra situazione complessa è quella dei rom di Cosenza; è stato ricordato il recente incendio che ha distrutto alcune baracche di Vaglio Lise lungo il Crati. Padre Costantin Ghimisi, sacerdote ortodosso che svolge il suo ministero tra Vibo Valentia e Lamezia Terme ha sollevato il problema delle badanti che sono molto utili quando “abbiamo un malato o un anziano in casa da accudire ma che vengono gettate come roba vecchia quando sono loro ad ammalarsi”. La maggior parte di loro non ha contratto di lavoro, sono tutte “sfruttate e quando devono curarsi non sanno dove andare proprio perché a queste donne non viene riconosciuto nessun diritto”. Fra i delegati presenti è maturata poi la proposta di far nascere in Calabria il ‘Gris’ ( Gruppo immigrazione e salute) per la tutela della salute di tutti gli immigrati, in particolare per i comunitari non iscritti e non in grado di iscriversi al Servizio sanitario nazionale. I delegati hanno preso atto che non tutto può dipendere dalla decisione di un gruppo di rappresentanti diocesani, ma i due uffici regionali della pastorale della Salute e della Migrantes possono cominciare a muoversi in questo senso per poi costituire un comitato operativo formato da rappresentanti dei due organismi pastorali. Le singole diocesi dovranno individuare i componenti che dovranno far parte del Gris.
“La problematica della tutela della salute per gli immigrati – ha detto il direttore della pastorale della Salute della Calabria – c’è e diventerà ancora più complessa con l’avvento del federalismo fiscale, cioè quando le regioni dovranno assicurare tutti i servizi solo col proprio bilancio. In Calabria stanno per chiudere 18 strutture sanitarie, per cui avremo una grande emergenza su tutto il territorio regionale. Il bisogno aumenterà soprattutto per coloro che non hanno voce, per i più deboli, per chi vive ai margini”.
Da qui l’appello ad un maggiore coordinamento tra le diocesi su queste tematiche. A fine maggio è previsto un incontro con la pastorale carceraria per centrare l’attenzione sul trattamento dei detenuti, tenendo conto che fra questi vi sono anche molti immigrati.
Ad introdurre il convegno il Direttore regionale della Migrantes, don Bruno Di Domenico.