GMG 2013: un seminario CEI a Roma

Roma – Si svolgerà a Rio de Janiero la prossima Giornata Mondiale della Gioventù e in tutto il mondo fervono i preparativi in vista di questo appuntamento che rappresenta un momento di convivialità fra giovani provenienti dai Cinque Continenti. Il ponte unirà l’Italia e il Brasile da qui al 2013 – ha detto ieri mons. Nicolò Anselmi, Direttore dell’Ufficio CEI di pastorale giovanile nel corso di un seminario promosso dallo stesso ufficio insieme alle Fondazioni Missio e Migrantes: un ponte che “avrà uno stile di comunione”.

 “È necessario andare in Brasile senza giudicare – ha sottolineato don Gianni Cesena, Direttore di Missio –. E la GMG sarà una grande opportunità per parlare di spirito missionario”. La realtà che i ragazzi italiani incontreranno a Rio avrà molti volti. “I brasiliani sono abituati alle differenze e hanno un’impronta accogliente – ha detto il dehoniano padre Anisio José Schwirkowski durante l’incontro –. Il tesoro del Paese è la sua gente che ha una spiccata attenzione per la giustizia, il rispetto dell’ambiente, dell’acqua, della terra”.
Della presenza degli italiani in Brasile e dei brasiliani nel nostro Paese ha parlato mons. Giancarlo Perego, Direttore della Migrantes sottolineando che in un contesto di forte pluralismo religioso, come è quello brasiliano, il cattolicesimo è stato uno dei punti di riferimento per gli italiani. Nel 1959 l’Arcivescovo Don Vicente Sherer di Porto Alegre, costituì la prima parrocchia per gli immigrati italiani che fu spostata in seguito nella Chiesa di Nossa Senhora da Pompéia, Madre dei Migranti. Per molti anni la parrocchia realizzò attività di accoglienza, assistenza e orientamento per lo più degli italiani che arrivavano in Brasile. La loro finalità pastorale era e continua ad essere, quella di riunire tutti i migranti sotto i principi e valori cristiani di fraternità e di rispetto. Negli ultimi anni, anche se la parrocchia ha aperto le sue porte a immigrati di altre nazionalità, rimane sempre la parrocchia degli italiani con la celebrazione dell’Eucaristia in italiano una volta al mese ed altre attività quali i festeggiamenti di ricorrenze religiose italiane, la pubblicazione di un bollettino per la comunità e uno spazio in un programma radio domenicale. Un’altra parrocchia specifica degli italiani è quella nella Chiesa di Nossa Senhora da Paz di San Paolo, il cui punto di riferimento pastorale esiste dagli anni della grande immigrazione italiana di fine ottocento. Nelle strutture della parrocchia si organizzano servizi parrocchiali ed assistenziali, sostenuti dai patronati e associazioni culturali, ispirate e a volte finanziate, dalle regioni di origine degli immigrati italiani di prima generazione. Nel contesto della parrocchia, per le giovani generazioni, si fa riferimento alla scuola bilingue Eugenio Montale, riconosciuta da entrambi i paesi, mentre per la catechesi ormai i ragazzi si riferiscono alle parrocchie brasiliane. Esistono in più alcune Chiese che pur non essendo parrocchie italiane, celebrano la messa in italiano per l’alto numero di residenti che parlano la lingua. Tra queste, la Chiesa di San Giuseppe della Felicità, a Curitiba.
La collettività brasiliana, seppure non si sia mai distinta nel variegato panorama migratorio italiano per la sua numerosità, può vantare una considerevole anzianità d’insediamento, che la pone in evidenza anche rispetto ai gruppi latinoamericani oggi più rappresentati: l’ecuadoriano e il peruviano.
A gennaio scorso sono arrivati in Italia 10 giovani brasiliani nell’ambito del Progetto Giovani Altrove, una proposta indirizzata a 20 giovani italiani, 10 residenti in Italia e 10 in Brasile, diplomati o universitari. I dieci giovani in arrivo provenivano dall’area di Salvador de Bahia e dallo Stato del Parà. Tra il novembre e il dicembre 2011, altri 10 ragazzi italiani erano partiti in Brasile, per seguire corsi di formazione a Bahia.
Sono studenti di giurisprudenza, di economia, di giornalismo, di relazioni internazionali di fisica, di biologia. Hanno dai 22 ai 28 anni, ma tra di loro c’è anche una giovanissima 19enne. Hanno esperienza presso tribunali, redazioni, nei settori del commercio, del marketing e del volontariato. In arrivo in Italia per formarsi alla cooperazione internazionale, al sostegno a distanza, all’adozione internazionale, all’interno di un programma di interscambio culturale tra i due governi: il programma Esecutivo di Collaborazione Culturale tra il Governo italiano e il Governo brasiliano per il periodo 2010-2013.
Fino al 10 febbraio i ragazzi brasiliani hanno seguito una vera e propria palestra per diventare operatori della solidarietà, con corsi di lingua italiana e di cooperazione. Nel programma di questa giovanissima delegazione ogni giorno erano previsti corsi di lingua italiana, formazione su cooperazione internazionale, sostegno a distanza e adozioni, uno spettacolo teatrale, incontri con associazioni familiari impegnate nel sostegno a distanza, e una cena multietnica.