Strasburgo – Si volgerà a Strasburgo presso il Centro Culturale St. Thomas dal 5 all’8 marzo 2012, l’annuale incontro dei presidenti delle Conferenze Episcopali del sud-est Europa. L’incontro, il 12° della serie, che conclude un ciclo di approfondimento delle realtà sociali ed ecclesiali dei paesi del sud-est Europa, è organizzato dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) in collaborazione con la Missione permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa.
“Penso che questo incontro sia molto significativo per entrambe le realtà, in particolare per la missione di promuovere e proteggere i diritti dell’uomo, lo stato di diritto e la democrazia alla base del Consiglio d’Europa” – afferma mons. Aldo Giordano, Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa. “Basta dare un’occhiata ad alcuni dei temi affrontati a livello europeo per renderci conto della loro attualità per i paesi del sud-est Europa e le loro Chiese. A Strasburgo si discute di libertà religiosa: la presenza dei simboli religiosi nello spazio pubblico, la discriminazione per motivi religiosi, i diritti delle minoranze, la dimensione religiosa del dialogo interculturale. C’è un dibattito fondamentale, molto delicato e anche pericoloso sulla realtà della famiglia, sui diritti dei bambini, sulla responsabilità dei genitori. La velocità della scienza e della tecnica impone sempre più grandi problematiche nel campo della bioetica e della protezione della vita. C’è un’Europa che s’interroga sulla gravità della crisi economica e finanziaria; sui rapporti con i “vicini di casa”: Medio Oriente, nord dell’Africa. Viviamo in un’Europa, dove la questione del rispetto dei diritti umani è lontana da esser una realtà ovvia: continuamente al Consiglio si affronta la situazione dei migranti, rifugiati, rom, portatori di handicap. Pertanto è urgente che i cristiani e le Chiese diventino sempre più coscienti e competenti delle questioni che sono affrontate a livello europeo e siano protagonisti nei luoghi dove si prendono le decisioni”.
A Strasburgo, i vescovi partecipanti potranno affrontare i temi in agenda del Consiglio d’Europa attraverso una serie d’incontri con responsabili del Consiglio, tra cui la Direttrice generale dei programmi, Gabriella Battaini-Dragoni; il Giudice Jean-Paul Costa, già Presidente della Corte Europea dei Diritti dell’uomo e il Presidente della Commissione di Venezia, Gianni Buquicchio.
“La scelta di concludere questo primo ciclo di approfondimento delle nostre realtà ecclesiali e sociali quest’anno a Strasburgo con un confronto-dialogo con alcuni rappresentanti del Consiglio d’Europa, è venuta molto naturalmente perché questa realtà europea è la prima organizzazione internazionale intergovernamentale in cui tutti i nostri governi sono membri”, sottolinea mons. Franjo Komarica, Presidente della Conferenza Episcopale di Bosnia-Erzegovina. “Nello stesso tempo, sappiamo quanto il lavoro svolto negli uffici di Strasburgo abbia un impatto molto importante non solo in termini politici, ma soprattutto sociale e culturale. In questo comune impegno di edificazione della fratellanza europea e del lavoro per il bene dei nostri popoli, la Chiesa cattolica, le nostre Chiese locali si sentono interpellate a dare il loro specifico contributo e il loro sostegno. Per questo motivo, intendiamo incontrare alcuni rappresentanti di questa istituzione, per approfondire la nostra mutua conoscenza, per portare la voce delle nostre realtà ecclesiali e per verificare insieme come esse possono essere riconosciute e valorizzate nella loro realtà di Chiesa di questi paesi membri e contribuire così al bene del nostro continente”.
Un momento particolarmente importante per i Presidenti delle Conferenze Episcopali sarà la Messa per l’Europa, in programma mercoledì 7 marzo alle ore 18.30 nella Cattedrale della città. Alla celebrazione, presieduta dall’arcivescovo locale mons. Jean-Pierre Grallet, saranno invitate numerose persone impegnate nelle istituzioni europee: eurodeputati, ambasciatori e funzionari del Consiglio d’Europa, giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo ed anche membri di comunità e organismi ecclesiali che partecipano da vicino al cammino europeo.


