Gli Invisibili del Crati: i rom

Cosenza – Cosenza, una città ricca di salotti e gente per bene, da una parte. Dall’altra una Cosenza dal volto un po’ oscuro. Sul fiume più importante che attraversa la città, il Crati, vi è un villaggio, quello dei rom, un popolo invisibile dai più, per questo forse senza diritti ma anche senza doveri. Ci si ricorda di queste persone in casi di emergenza, come quello che si è verificato nei giorni scorsi, un incendio accidentale scoppiato in quell’aria ha distrutto diciassette baracche, o per casi di microcriminalità che si registrano nella nostra città.

Una tragedia evitata, quella del 21 febbraio scorso, ma che non ha scacciato da quell’accampamento le famiglie, ben 62 persone, che hanno perso tutto quello che avevano, nonostante gli aiuti ed il sostegno delle istituzioni. Bambini ed anziani vivono al freddo e nel degrado più assoluto, davanti ai loro occhi hanno visto le fiamme che si bruciavano quei pochi giocattoli raccapezzati per la città, hanno visto in un attimo le baraccopoli, le loro case, diventare cenere. La carovana ai margini del Crati sopravvive nonostante le avversità, gli incidenti e gli sgomberi, che si presentano, ormai da anni. L’affetto e la vicinanza della Chiesa cosentina, l’impegno delle associazioni di volontariato e delle istituzioni locali si affianca alla comunità romena.
Una comunità ferita dall’abbandono, una comunità dove persiste un alto tasso di analfabetismo, dove di giorno vigila la solitudine, ferite che dovrebbero essere curate con un po’ di civiltà e di amore fraterno. (D. Ruffolo – Parola di Vita)