Ospedale Riuniti di Bergamo: è straniero un quinto dei malati psichiatrici

Bergamo – Un quinto dei pazienti in cura al Centro di salute mentale degli Ospedali Riuniti di Bergamo è straniero, di giovane età e presenta disturbi di tipo nevrotico, dominati da ansia, insicurezza ed eccessivo senso di inadeguatezza e insoddisfazione generali.

 
E’ il dato rivelato dal dipartimento di salute mentale del nosocomio diffusi ieri e che conferma quanto affermato durante il convegno su salute e immigrazione promosso dall’Ufficio per la Pastorale della Salute della CEI e dalla Migrantes. Il reparto cura sudamericani, africani e europei dell’est che soffrono più del normale il distacco dal loro luogo d’origine.
A complicare la situazione – si legge oggi in un articolo pubblicato sulle pagine di Milano del quotidiano “Avvenire” – ci si mette anche la difficoltà di trovare un lavoro, e di conseguenza di potersi permettere una casa. I più colpiti sono individui tra i 24 e i 34 anni, disoccupati, operai o casalinghe, affetti da disturbi di tipo nevrotico, dominati da ansia, insicurezza ed eccessivo senso di inadeguatezza.
“L’aumento dei flussi migratori ha comportato un incremento del numero delle persone affette da disturbi psichiatrici”, ha sottolineato Carlo Nicora, Direttore generale degli Ospedali Riuniti: “È un fenomeno destinato ad amplificarsi nei prossimi anni. Questo scenario ha richiesto una ridefinizione dei percorsi di cura, che devono essere basati su attività di supporto multidisciplinari e interventi di accompagnamento all’integrazione”. Per questo il nosocomio ha promosso un master di primo livello in collaborazione con l’Università Bicocca di Milano, dal titolo “Case management in psichiatria: le professioni sanitarie nella gestione dei pazienti multiproblematici e multiculturali” e al quale hanno partecipato oltre 40 persone tra educatori, specialisti in riabilitazione e assistenti sociali.