Bruxelles – “Analizzeremo molto attentamente questa sentenza, molto importante, che ha possibili implicazioni per il diritto europeo e internazionale”: Michele Cercone, del media team della commissaria agli affari interni Cecilia Malmström, commenta la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che condanna l’Italia per i respingimenti di migranti avvenuti nel 2009. La Corte, che si è pronunciata sul caso Hirsi (relativo a 24 persone), ha stabilito che l’Italia ha violato l’articolo 3 della Convenzione sui diritti umani. La Commissione, dopo aver ribadito che l’attività della Corte non rientra direttamente nella sfera UE, sostiene che “valuterà il provvedimento”, il quale potrebbe comunque riguardare due aspetti del diritto comunitario, ossia Schengen (libera circolazione) e il diritto d’asilo.
“Occorre ricordare che nelle azioni di controllo delle frontiere gli Stati membri devono rispettare il diritto dell’Unione”, ribadisce l’Esecutivo. E “non si può mai violare il principio di non respingimento”.
Nel 2009 la Commissione era intervenuta per richiamare il governo italiano per quanto accaduto sulle sponde meridionali del Mediterraneo. La Commissione sostiene che proseguirà la propria attività “per il pieno rispetto del diritto UE”. (Fonte SIR)


