Cileno ucciso a Milano: le comunità cattoliche migranti a confronto sull’omicidio

Milano – Perdono, riconciliazione, giustizia. Per spezzare l’abbraccio mortale dell’ingiustizia che genera paura e alimenta la rabbia. Di fronte all’omicidio di Marcelo Valentino Gomez Cortes, il 28enne cileno ucciso da un vigile urbano nel corso di un inseguimento in zona Parco Lambro, “chi si dice cristiano deve rispondere da cristiano. È la via scelta dalle comunità cattoliche migranti – testimonia don Giancarlo Quadri –. Che non faranno mancare la loro solidarietà ai familiari della vittima”. Don Quadri è il direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Milano. È lui a raccontare quanto accaduto sabato “al Consiglio pastorale delle comunità cattoliche migranti. La morte del giovane cileno ha acceso un confronto sincero, appassionato. E la prima parola condivisa è stata: perdono. No alla logica della vendetta: è vivere il perdono che qualifica la comunità cristiana. La seconda: analizzare e affrontare le ragioni di quel che accade – prosegue don Quadri –.

 
E le loro conseguenze: come la solitudine in cui si è trovata la compagna della vittima con i suoi due bambini. I migranti si sentono deboli. Vulnerabili. Hanno paura. E questa paura li spinge a nascondersi. E a praticare nell’ombra la solidarietà. Non è giusto. Siamo consapevoli che una buona vita associata ha bisogno di regole. E di vigili e poliziotti che fanno rispettare la legge. Ma nel rispetto della legge. Questo vale anche per i migranti: fra di loro non tutti, abbiamo riconosciuto, si comportano sempre bene. Chiediamo a tutte le comunità – conclude il sacerdote – di fare qualcosa per sostenere concretamente i bambini e la loro mamma, che incontrerò nei prossimi giorni, e per aiutare il rimpatrio della salma. Con noi c’è anche la Caritas ambrosiana”. (L. Rosoli – Avvenire)