Roma – I vescovi italiani auspicano il riconoscimento della cittadinanza per i bambini immigrati nati in Italia. Lo fanno durante la seconda giornata dei lavori del Consiglio Permanente della Cei riunito a Roma. All’indomani della prolusione del Presidente, il card. Angelo Bagnasco – spiega in una nota il direttore dell’Ufficio delle Comunicazioni Sociali, mons. Domenico Pompili – i membri del Consiglio permanente hanno valorizzato i passaggi centrali della riflessione del cardinale, del quale è stato “apprezzato lo stile realistico e insieme fiducioso”. Tutti gli interventi hanno “convenuto sul fatto che la crisi economica che sta scuotendo il mondo non solo mette in crisi l’idea ingenua di un progresso illimitato e quasi automatico, ma svela pure la radice di un processo che, prima che economico e politico, è etico e culturale. Se la crisi dell’Europa è crisi di fede – spiega mons. Pompili – richiede una stagione di rinnovata evangelizzazione per superare quello scetticismo contagioso che arriva fino alla reticenza su Gesù. Di qui l’attenzione nei riguardi del mondo degli adulti, dove occorre ritornare ad un annuncio diretto che sia in grado di presentare Gesù come una persona viva, un nostro contemporaneo”.


