Mons. Borghetti visita l’Isola del Giglio dopo la tragedia della nave “Concordia”

Isola del Giglio – Una preghiera sul pontile e una davanti alla nave Concordia. A recitarla è stato ieri mons. Guglielmo Borghetti, vescovo di Pitigliano Sovana e Orbetello. Il vescovo ha chiesto “silenzio” invitando tutti “ad attendere. Non creiamo situazioni catastrofiche. C’e’ bisogno di un silenzio doveroso”. “Sono venuto sull’Isola del Giglio per pregare, per ringraziare e per incoraggiare”, ha poi sottolineato dopo aver incontrato alcuni parenti dei dispersi.

 
Mons. Borsetti, alla notizia dell’evento, “decisamente imprevisto e grave”, aveva espresso il suo dolore “per coloro che hanno perso la vita e la solidarietà con tutte le persone coinvolte”.
“Ha fatto da balsamo alla tristezza – aveva scritto – la meravigliosa gara di solidarietà e di accoglienza dei naufraghi in primo luogo degli abitanti dell’Isola, quindi degli abitanti di Porto Santo Stefano. Un grazie particolare ai parroci che si sono prodigati in vero spirito di fraternità e amicizia. Straordinario l’intervento tempestivo delle autorità civili, militari, della protezione civile, degli organismi di volontariato. Ringraziamo il Signore che non spegne nei cuori degli uomini i sentimenti di vicinanza e di mutuo soccorso”.
Il presule è giunto sull’isola in traghetto facendo la sua prima tappa, per un momento di preghiera, nella chiesa dei santi Lorenzo e Massimiliano, la stessa che venerdì 13 gennaio, nella notte, ha dato accoglienza ai primi 400 naufraghi. “Quella sera ho visto la nave Costa vicina alla terraferma come mai era avvenuto prima – gli ha raccontato don Lorenzo Pasquotti, parroco all’isola da tre mesi – ma credevo stesse proseguendo il suo viaggio. Alle 23 però mi hanno telefonato alcuni parrocchiani e mi hanno detto che stava succedendo qualcosa di terribile. Questa è una chiesa e io l’ho aperta subito. I più fortunati hanno occupato una panca per la notte, gli altri stavano per terra. Di quella gente ricorderò per sempre il silenzio, la dignità, il disorientamento. Di quelle ore il freddo, tanto freddo. Dei giorni successivi il darsi da fare da parte di tutti, ognuno secondo le proprie competenze”. Il vescovo ha voluto ringraziare la gente del posto per essersi prodigati a favore dei passeggeri della “Concordia”. Un ringraziamento anche alle Forze dell’ordine: “quando saranno spenti i riflettori e le operazioni saranno meno convulse, faremo una celebrazione solenne, ma ora voglio dire che siete stati straordinari, meravigliosi, meglio di così non si può rispondere davanti all’imprevisto”. “L’Italia buona – ha aggiunto – esiste ed è la nostra gente, il nostro popolo. Questa è la vera Italia. Quanto è avvenuto qui è la metafora dell’Italia reale”.
A Giglio Castello anche don Vittorio Dossi ha aperto le porte della Chiesa dedicata a San Pietro Apostolo per accogliere ed offrire un riparo a quanti più passeggeri possibile: 200 nella chiesa e altrettanti nell’ex scuola materna. “Ho fatto quello che ho potuto”, ha detto a Famiglia Cristiana: niente di straordinario, solo quello che il cuore mi ha comandato e che chiunque con un po’ di umanità e di sensibilità avrebbe fatto”. Il parroco sottolinea che tutta l’Isola “ha dato prova di una straordinaria solidarietà e carità cristiana. Mi ha colpito vedere tantissimi giovani che quella notte venivano da me e mi chiedevano come potevano rendersi utili. E poi le famiglie che hanno aperto le loro case, i baristi, i negozianti, la gente comune. Grazie a tutti”.