GMM: il messaggio del Ministro Piero Gnudi

Roma – I migranti nel mondo sono sempre di più: 214 milioni, la cifra fornita dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e contenuta nel Dossier Statistico Immigrazione “ci dà il senso di quanto sia vasta la mobilità umana in un mondo sempre più globalizzato e di quanto il nostro Paese sia direttamente coinvolto nel processo migratorio, per i 4 milioni di italiani che vivono attualmente all’estero, per i quasi 5 milioni di stranieri residenti in Italia ma soprattutto per le sofferte emigrazioni dei cittadini italiani che hanno segnato la nostra storia postunitaria”. E’ quanto scrive in un messaggio Piero Gnudi, Ministro per gli Affari regionali, il Turismo e lo Sport, inviato oggi alla Migrantes in occasione della conferenza stampa di presentazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.

 
“Il nostro paese è stato – scrive Gnudi – profondamente segnato da questo fenomeno e non bisogna mai dimenticare quanto ciò abbia inciso tra fine ‘800 e inizio ‘900, fino a cambiare la fisionomia di intere regioni italiane oltre che ad influenzare l’economia e la demografia di altri paesi”.
“La memoria e il presente, con gli scenari mondiali che mutano con rapidità – dalla crisi economica alla Primavera Araba, fino alle guerre tuttora in corso e alle calamità naturali –ci ricordano – prosegue – quanto sia doloroso lasciare il proprio Paese e quanto sia forte e naturale il desiderio di una prospettiva di vita migliore. Se si emigra e si affrontano grandi sofferenze è perché si spera davvero nella concreta possibilità di una vita migliore. Ciò alimenta energie e motivazioni che sono sicuramente preziose ai paesi che accolgono queste donne e questi uomini”.
L’Italia, per la sua posizione geografica, intercetta – spiega ancora il Ministro – più di altri, i flussi migratori provenienti da Nord Africa ed Oriente. Siamo spesso una terra di transito più che una meta finale di viaggi che sono comunque lunghissimi, faticosi e troppo spesso molto dolorosi – come ci ricorda il fenomeno degli sbarchi a Lampedusa.
E’ per questo che il messaggio del Santo Padre è per noi carico di significato profondo e traccia la rotta di un percorso di inclusione che deve vederci tutti protagonisti oltre che testimoni, ciascuno in base all’incarico che ricopre. Non possiamo sottrarci al dovere dell’accoglienza e della solidarietà, un dovere di cittadini di un Paese democratico e un valore imprescindibile di civiltà cristiana e laica”.
Per Gnudi “un quadro di regole chiare che dia ordine ai flussi migratori, anche attraverso la cooperazione internazionale, e ponga fine a turpi traffici di esseri umani, come ha recentemente sottolineato il Presidente Napolitano, è imprescindibile e non più rinviabile e insieme dobbiamo lavorare in questa direzione, perché la mescolanza di persone e popoli sia e continui ad essere un motivo di arricchimento per tutti”.
Gnudi esprime anche “gratitudine” alla Migrantes per il lavoro che “quotidianamente svolgete agendo in maniera concreta attraverso la promozione umana e il sostegno sociale e monitorando i flussi migratori, restituendoci in tal modo un quadro chiaro del fenomeno”.